Nel 2026 in Italia non c’è un limite di legge ai prelievi di contanti dal tuo conto corrente: puoi ritirare anche 5.000 o 10.000 euro. Il tetto di 5.000 euro riguarda i pagamenti in contanti tra persone diverse. Se in un mese prelevi o versi 10.000 euro o più, la banca lo comunica alla UIF: è un controllo automatico, non una sanzione.

I limiti che incontri davvero sono altri: il massimale del bancomat, fissato dalla tua banca, e le regole antiriciclaggio che valgono per tutti. In questa guida trovi le regole aggiornate a settembre 2026, i massimali di prelievo delle principali banche e di Poste, gli esempi pratici e cosa cambierà dal 2027 con le nuove regole europee.

Ci sono limiti di pagamento e al prelievo di contanti?

Sì per i pagamenti, no per i prelievi. Il limite all’uso del contante è di 5.000 euro e vale per i trasferimenti di denaro tra soggetti diversi; i prelievi e i versamenti sul tuo conto non hanno un tetto di legge, ma sono monitorati dalla normativa antiriciclaggio.

Limite per i pagamenti in contanti

Il limite per i pagamenti in contanti nel 2026 è di 5.000 euro: puoi pagare in contanti fino a 4.999,99 euro, da 5.000 euro in su devi usare un bonifico, una carta o un assegno. La soglia è in vigore dal 1° gennaio 2023 ed è stata confermata anche per il 2026.

La norma è l’articolo 49 del decreto legislativo 231 del 2007, che al comma 3-bis dice:

“A decorrere dal 1° gennaio 2023, il predetto divieto di cui al comma 1 è riferito alla cifra di 5.000 euro.”

Il comma 1 vieta il trasferimento di contanti e di titoli al portatore tra soggetti diversi, persone fisiche o società, per importi pari o superiori alla soglia. Conta il valore dell’operazione, non il singolo biglietto: un’auto da 7.000 euro non si può pagare 4.000 in contanti oggi e 3.000 domani.

Proteggi i tuoi risparmi: scopri il libro “VISIONE FINANZIARIA” su Amazon.

Limite per i prelievi di contanti

Il limite per i prelievi di contanti dal proprio conto non esiste per legge: i soldi sono tuoi e la banca non può rifiutarsi di restituirteli. Ci sono però due tipi di controllo previsti dal decreto 231 del 2007.

  • Comunicazione oggettiva: se nel mese solare movimenti in contanti 10.000 euro o più, la banca lo comunica in automatico all’Unità di informazione finanziaria (UIF) della Banca d’Italia.
  • Segnalazione di operazione sospetta: è una valutazione della banca, può riguardare qualsiasi importo e scatta solo se l’operazione non è coerente con il tuo profilo.

Posso prelevare 5.000 euro in contanti?

Sì, puoi prelevare 5.000 euro in contanti dal tuo conto: il limite di 5.000 euro vale per i pagamenti tra persone diverse, non per i prelievi. Un prelievo di 5.000 euro, da solo, non fa scattare la comunicazione alla UIF, perché resta sotto la soglia di 10.000 euro nel mese.

Al bancomat difficilmente ci riesci in un giorno, perché i massimali giornalieri vanno di solito da qualche centinaio di euro a 3.000 euro. Allo sportello in filiale sì. Per le somme più alte conviene avvisare la filiale qualche giorno prima, così l’agenzia prepara il contante.

La banca può chiederti a cosa ti servono i soldi. Non è un’accusa: è un obbligo di “adeguata verifica” della clientela. Basta rispondere con precisione: l’acquisto di un’auto usata, un anticipo, spese di ristrutturazione.

Quanto si può prelevare in banca senza essere segnalati?

Puoi prelevare fino a 9.999 euro in contanti nello stesso mese solare senza che la banca faccia la comunicazione oggettiva alla UIF. Da 10.000 euro in su, sommando prelievi e versamenti in contanti da almeno 1.000 euro ciascuno, la comunicazione parte in automatico.

La comunicazione oggettiva è l’invio mensile alla UIF delle operazioni in contanti che superano una soglia fissa, previsto dall’articolo 47 del decreto 231 del 2007. Secondo le istruzioni della UIF del 28 marzo 2019, banche, Poste, istituti di pagamento e di moneta elettronica comunicano le operazioni in contanti di importo pari o superiore a 10.000 euro eseguite nel mese solare, anche se fatte con più operazioni da almeno 1.000 euro l’una. L’invio avviene entro il 15 del secondo mese successivo: i movimenti di gennaio entro il 15 marzo.

Come funziona la comunicazione oggettiva sui contanti Come funziona la comunicazione oggettiva sui contanti. Passo 1, Ogni operazione: Contano prelievi e versamenti da 1.000 € in su. Passo 2, Somma del mese: Dal primo all’ultimo giorno del mese solare. Passo 3, Soglia di 10.000 €: Raggiunta nel mese: scatta la comunicazione oggettiva. Passo 4, Invio alla UIF: Entro il 15 del secondo mese successivo. Passo 5, Nessuna sanzione: È un dato di monitoraggio, non un’accusa.Come funziona la comunicazione oggettiva sui contanti1Ogni operazioneContano prelievi eversamenti da 1.000 € in su2Somma del meseDal primo all’ultimo giornodel mese solare3Soglia di 10.000 €Raggiunta nel mese: scattala comunicazione oggettiva4Invio alla UIFEntro il 15 del secondomese successivo5Nessuna sanzioneÈ un dato di monitoraggio,non un’accusaCome funziona la comunicazione oggettiva sui contanti Come funziona la comunicazione oggettiva sui contanti. Passo 1, Ogni operazione: Contano prelievi e versamenti da 1.000 € in su. Passo 2, Somma del mese: Dal primo all’ultimo giorno del mese solare. Passo 3, Soglia di 10.000 €: Raggiunta nel mese: scatta la comunicazione oggettiva. Passo 4, Invio alla UIF: Entro il 15 del secondo mese successivo. Passo 5, Nessuna sanzione: È un dato di monitoraggio, non un’accusa.Come funziona la comunicazione oggettivasui contanti1Ogni operazioneContano prelievi e versamenti da 1.000 € insu2Somma del meseDal primo all’ultimo giorno del mese solare3Soglia di 10.000 €Raggiunta nel mese: scatta la comunicazioneoggettiva4Invio alla UIFEntro il 15 del secondo mese successivo5Nessuna sanzioneÈ un dato di monitoraggio, non un’accusa
Come funziona la comunicazione oggettiva sui contanti. Fonte: UIF, Banca d’Italia, istruzioni sulle comunicazioni oggettive del 28 marzo 2019, settembre 2026.

Due precisazioni che molti articoli trascurano. La comunicazione oggettiva non è una segnalazione di operazione sospetta: è un dato che la UIF usa per le sue analisi, senza sanzioni per te. E restare sotto la soglia non ti mette al riparo da tutto: frazionare i prelievi apposta per non arrivare a 10.000 euro è proprio uno dei comportamenti che le banche considerano anomali.

Cosa succede se prelevi 5.000 o 10.000 euro: casi pratici

Se prelevi 5.000 euro non succede nulla di automatico; se in un mese solare arrivi a 10.000 euro con operazioni da almeno 1.000 euro, la banca fa la comunicazione oggettiva. Ecco quattro casi, con le regole in vigore a settembre 2026.

Caso Operazioni Totale Comunicazione oggettiva?
Laura 1 prelievo allo sportello da 5.000 € 5.000 € No, sotto la soglia mensile
Carlo 10 prelievi da 1.300 € nello stesso mese 13.000 € Sì, supera 10.000 € nel mese solare
Maria 11 prelievi da 990 € in 60 giorni 10.890 € No, ogni operazione è sotto 1.000 € e non entra nel conteggio
Sergio 4 prelievi da 3.000 €: 2 a fine settembre, 2 a inizio ottobre 12.000 € No, 6.000 € in ciascun mese solare

Maria e Sergio non fanno scattare la comunicazione oggettiva, ma la banca può comunque valutare le loro operazioni: se il frazionamento sembra studiato per stare sotto le soglie, può fare una segnalazione di operazione sospetta. Se hai un motivo reale per prelevare molto contante, ritira la somma in una volta e conserva la documentazione della spesa.

Limiti di prelievo al bancomat e allo sportello nel 2026

Il limite di prelievo al bancomat lo decide la tua banca, non la legge: nel 2026 i massimali delle principali banche vanno da 900 a 3.000 euro al giorno e da 3.000 a 10.000 euro al mese. Allo sportello in filiale non c’è un massimale fisso.

La tabella riporta i massimali indicati nei fogli informativi pubblicati dalle banche, cioè il valore più alto che la carta consente. Il massimale attivo sulla tua carta può essere più basso: lo trovi e lo modifichi nell’app o nell’home banking.

Banca e carta Prelievo al giorno Prelievo al mese Commissione su ATM di altre banche Fonte
Intesa Sanpaolo, XME Card Plus 3.000 € 10.000 € 2,00 € (gratis su ATM del gruppo) foglio informativo, 21/07/2026
ING, carta di debito 3.000 € 6.000 € vedi foglio informativo del conto pagina ING, settembre 2026
UniCredit, carta di debito My One 2.000 € 4.000 € 2,00 € (gratis su ATM UniCredit) foglio informativo, 20/06/2026
BPER, carta di debito (circuito Bancomat) 1.500 € 3.000 € 2,70 € (gratis su ATM BPER nei giorni feriali) foglio informativo, 27/07/2026
Poste Italiane, Conto BancoPosta (opzione Plus) 900 € 3.500 € 1,75 € (gratis su ATM Postamat) foglio informativo, dal 15/06/2026

Alcune banche online permettono di alzare il massimale per un giorno: con il servizio Maxi Prelievo di Fineco, per esempio, puoi arrivare a 3.000 euro per operazione e a 6.000 euro ogni 30 giorni. Le carte di credito, invece, sono pensate per pagare: il prelievo di contanti costa di solito una percentuale dell’importo ed è meglio evitarlo.

Prelievo nei negozi

Puoi prelevare contanti anche alla cassa di alcuni negozi, supermercati e tabaccai, pagando con la carta di debito (il servizio si chiama cash back), se la tua banca e il negozio aderiscono. Gli importi sono piccoli e rientrano nei massimali della carta: nel foglio informativo della XME Card Plus di Intesa Sanpaolo, per esempio, il cash back è conteggiato nei limiti di prelievo.

Prelievo di contanti da Poste Italiane

Da Poste Italiane valgono le stesse regole delle banche: nessun limite di legge ai prelievi allo sportello e comunicazione oggettiva alla UIF da 10.000 euro nel mese solare. Il limite pratico è quello della carta: con il Conto BancoPosta nell’opzione Plus, dal 15 giugno 2026 puoi prelevare fino a 900 euro al giorno e 3.500 euro al mese dagli ATM Postamat.

Per importi alti allo sportello dell’ufficio postale vale lo stesso consiglio della banca: chiedi prima se l’ufficio ha il contante disponibile e porta un documento d’identità. Anche Poste può chiederti la ragione del prelievo.

Sanzioni ed eccezioni al limite del contante

Chi paga o riceve contanti per 5.000 euro o più rischia una sanzione amministrativa da 3.000 a 50.000 euro, prevista dall’articolo 63 del decreto 231 del 2007. La sanzione colpisce entrambe le parti, chi paga e chi incassa; per le violazioni oltre 250.000 euro minimo e massimo sono moltiplicati per cinque.

Pagamenti frazionati

Dividere un pagamento in più rate in contanti per stare sotto i 5.000 euro è vietato quando si tratta della stessa operazione. Le rate previste da un contratto (per esempio l’affitto mensile) sono invece pagamenti distinti.

Turisti stranieri

I cittadini stranieri che non risiedono in Italia possono pagare in contanti fino a 15.000 euro nei negozi, nei bar e ristoranti, nei trasporti e nelle agenzie di viaggio, se l’esercente segue una procedura precisa: copia del passaporto, autocertificazione, versamento in banca entro il primo giorno feriale successivo. La legge di bilancio 2026 ha alzato da 1.000 a 5.000 euro la soglia oltre la quale l’esercente deve fare anche la comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Money transfer

Per le rimesse di denaro all’estero tramite money transfer il limite in contanti è più basso: 1.000 euro per operazione.

Stipendi e salari

Dal 1° luglio 2018 (legge 205 del 2017) i datori di lavoro devono pagare stipendi e anticipi con strumenti tracciabili, anche se l’importo è piccolo. Fanno eccezione i lavoratori domestici, come colf e badanti. Chi paga in contanti rischia una sanzione da 1.000 a 5.000 euro.

Imprese e professionisti

Per chi ha un’impresa c’è una regola fiscale in più: nei controlli bancari, i prelievi non giustificati oltre 1.000 euro al giorno e 5.000 euro al mese possono essere considerati ricavi non dichiarati (articolo 32 del DPR 600 del 1973). Per i professionisti questa presunzione non vale più dal 2014, dopo la sentenza 228 della Corte costituzionale. Per i privati non c’è: resta solo il monitoraggio antiriciclaggio.

Cosa cambia dal 2027 con le regole europee

Dal 10 luglio 2027 si applica in tutta l’Unione europea il regolamento UE 2024/1624, che fissa un tetto massimo di 10.000 euro ai pagamenti in contanti verso chi vende beni o servizi. Gli Stati possono mantenere limiti più bassi: l’Italia oggi ha i suoi 5.000 euro.

Il regolamento introduce anche l’identificazione del cliente per i pagamenti in contanti da 3.000 euro in su verso commercianti. Non riguarda i prelievi dal tuo conto, che restano liberi, né i trasferimenti tra privati, che restano regolati dalla legge italiana.

Alternative ai contanti per le spese importanti

Per pagare 5.000 euro o più devi usare uno strumento tracciabile: bonifico (anche istantaneo), assegno bancario o circolare, carta di debito o di credito. L’assegno circolare resta la scelta più pratica per l’acquisto di un’auto tra privati, perché il venditore ha la garanzia che i fondi ci sono.

Ricorda che gli assegni da 1.000 euro in su devono avere la clausola “non trasferibile”: le banche li rilasciano già così.

Tenere contanti in casa conviene?

Tenere in casa molti contanti non conviene: non rendono nulla, con l’inflazione perdono valore ogni mese e sono esposti a furti e smarrimenti. Secondo l’ISTAT, ad agosto 2026 l’inflazione in Italia era al 3,3%, e da settembre 2026 il tasso BCE sui depositi è al 2,50%: parcheggiare la liquidità in strumenti sicuri oggi rende qualcosa, il contante no.

Potere d’acquisto di 10.000 € tenuti in contanti con inflazione al 3,3% Potere d’acquisto di 10.000 € tenuti in contanti con inflazione al 3,3%. Oggi: 10.000 €; Dopo 1 anno: 9.681 €; Dopo 3 anni: 9.072 €; Dopo 5 anni: 8.502 €; Dopo 10 anni: 7.228 €.Potere d’acquisto di 10.000 € tenuti in contanti con inflazione al3,3%0 €2.000 €4.000 €6.000 €8.000 €10.000 €Oggi: 10.000 €10.000 €OggiDopo 1 anno: 9.681 €9.681 €Dopo 1 annoDopo 3 anni: 9.072 €9.072 €Dopo 3 anniDopo 5 anni: 8.502 €8.502 €Dopo 5 anniDopo 10 anni: 7.228 €7.228 €Dopo 10 anniPotere d’acquisto di 10.000 € tenuti in contanti con inflazione al 3,3% Potere d’acquisto di 10.000 € tenuti in contanti con inflazione al 3,3%. Oggi: 10.000 €; Dopo 1 anno: 9.681 €; Dopo 3 anni: 9.072 €; Dopo 5 anni: 8.502 €; Dopo 10 anni: 7.228 €.Potere d’acquisto di 10.000 € tenuti incontanti con inflazione al 3,3%0 €2.000 €4.000 €6.000 €8.000 €10.000 €Oggi: 10.000 €10.000 €OggiDopo 1 anno: 9.681 €9.681 €Dopo 1annoDopo 3 anni: 9.072 €9.072 €Dopo 3anniDopo 5 anni: 8.502 €8.502 €Dopo 5anniDopo 10 anni: 7.228 €7.228 €Dopo 10anni
Potere d’acquisto di 10.000 € tenuti in contanti con inflazione al 3,3%. Fonte: elaborazione Vision SCF su dati ISTAT (inflazione NIC di agosto 2026: 3,3%), settembre 2026. Esempio a scopo illustrativo: ipotizza un’inflazione costante al 3,3% annuo, che non è una previsione.

Il grafico mostra cosa succede a 10.000 € in contanti se l’inflazione restasse al 3,3% ogni anno: dopo un anno comprano quello che oggi costa 9.681 €, dopo tre anni 9.072 €, dopo cinque 8.502 € e dopo dieci 7.228 €. È un esempio, non una previsione, ma il meccanismo vale con qualsiasi inflazione positiva.

In Vision SCF, come consulenti finanziari indipendenti fee-only, consigliamo di tenere in contanti solo ciò che serve per qualche settimana di spese, e sul conto una riserva per gli imprevisti di 3-6 mesi. Il resto della liquidità può lavorare senza rischi eccessivi: conti deposito, titoli di Stato a breve scadenza o ETF monetari per la liquidità. Per capire quanto lasciare sul conto puoi usare il nostro calcolatore della liquidità sul conto corrente e leggere la guida su quanto denaro tenere sul conto corrente.

Spesso chi preleva molto contante lo fa per paura: di un prelievo forzoso, di un pignoramento del conto corrente o di un fallimento della banca. Sono timori da affrontare con i numeri: i depositi sono protetti dal Fondo interbancario fino a 100.000 euro per banca e per cliente (ne parliamo in conti correnti garantiti fino a 100.000 euro), e i costi nascosti di tenere i soldi sul conto corrente si possono ridurre senza portarli sotto il materasso.

Le tre soglie da ricordare

Prelevare contanti dal proprio conto è un’operazione lecita e senza limiti di legge. Le soglie che contano sono tre: 5.000 euro per i pagamenti tra persone diverse, 10.000 euro nel mese solare per la comunicazione oggettiva alla UIF, e i massimali della tua carta al bancomat. Se hai un motivo reale per ritirare una somma importante, fallo in modo trasparente e conserva i documenti della spesa.

Se ti chiedi dove tenere la liquidità che oggi è ferma sul conto o in casa, possiamo aiutarti a costruire un piano su misura: scrivici dalla pagina contatti.

Vuoi approfondire come proteggere al meglio i tuoi risparmi? Scopri il nostro libro “VISIONE FINANZIARIA” disponibile su Amazon.

Domande frequenti

Cosa succede se prelevo 5.000 euro?

Se prelevi 5.000 euro dal tuo conto non succede nulla di automatico: è un’operazione lecita e resta sotto la soglia di 10.000 euro nel mese solare che fa scattare la comunicazione oggettiva alla UIF. La banca può chiederti a cosa servono i soldi, per l’obbligo di adeguata verifica: ti basta spiegarlo.

Quanto si può prelevare in contanti senza essere segnalati?

Puoi prelevare in contanti fino a 9.999 euro nello stesso mese solare senza la comunicazione oggettiva alla UIF. Da 10.000 euro in su, contando le operazioni da almeno 1.000 euro, la banca la invia in automatico. Frazionare i prelievi apposta per restare sotto la soglia può però portare a una segnalazione di operazione sospetta.

Quando scattano i controlli sui prelievi di contanti?

I controlli sui prelievi di contanti scattano in due casi. In automatico, quando in un mese solare movimenti 10.000 euro o più in contanti: la banca lo comunica alla UIF entro il 15 del secondo mese successivo. Su valutazione della banca, a qualsiasi importo, se le operazioni non sono coerenti con il tuo profilo.

Come prelevare 5.000 euro in banca?

Per prelevare 5.000 euro in banca conviene andare allo sportello della tua filiale, perché al bancomat i massimali giornalieri sono quasi sempre più bassi. Avvisa la filiale qualche giorno prima, porta un documento d’identità e preparati a indicare il motivo del prelievo.

Posso prelevare 5.000 euro in contanti alla posta?

Sì, puoi prelevare 5.000 euro in contanti allo sportello di un ufficio postale dal tuo Conto BancoPosta: non c’è un limite di legge ai prelievi. Dagli ATM Postamat invece il massimale con l’opzione Plus è di 900 euro al giorno e 3.500 euro al mese dal 15 giugno 2026, quindi per somme alte serve lo sportello.

Ettore Bellò

Ettore Bellò

Ettore Bellò è consulente finanziario autonomo, iscritto all’Albo unico dei consulenti finanziari (delibera OCF n. 1926 del 30 maggio 2022), e cofondatore di Vision SCF, società di consulenza finanziaria indipendente con sede a Vicenza. Presta consulenza in materia di investimenti e pianificazione finanziaria a famiglie, professionisti e imprenditori, con una parcella trasparente e senza retrocessioni da banche o società prodotto.

Tutti gli articoli di Ettore Bellò