Calcolatore FIRE e pensione anticipata

Calcola il patrimonio necessario per smettere di lavorare prima della pensione, la decorrenza della pensione pubblica se smetti di versare contributi e la prima età in cui puoi smettere. Verifica la tenuta del piano con 1.000 simulazioni Monte Carlo.

Il calcolatore stima il patrimonio necessario per coprire le spese senza stipendio fino alla pensione pubblica e dopo, al netto di imposte, imposta di bollo e costi. Un dipendente di 40 anni con 45.000 € lordi l’anno, 18 anni di contributi e 2.300 € di spese al mese può smettere a 55 anni con un patrimonio investito di circa 285.800 €. Con la regola del 4% il patrimonio necessario ammonterebbe a 690.000 €.

Quando puoi smettere di lavorare

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Chi sei

Sesso:
Per le donne il requisito contributivo dell’anticipata ordinaria è più basso e, con figli, si riduce la soglia della contributiva.

Lavoro e contributi

Per chi è iscritto a una cassa professionale (medici, avvocati, ingegneri) la stima non è attendibile, quindi richiedi la simulazione alla tua cassa.
La retribuzione annua lorda (RAL) o, se sei autonomo, il reddito imponibile ai fini contributivi.
Sono indicati nell’estratto conto contributivo, nell’area MyINPS. Puoi indicare anche i mezzi anni, per esempio 18,5.

Senza contributi versati prima del 1996 la pensione è calcolata interamente con il metodo contributivo e puoi accedere anche alla pensione anticipata contributiva.

Patrimonio e spese

Investimenti e liquidità destinati alle spese dopo l’uscita dal lavoro, esclusi la casa di abitazione e il fondo pensione.
Si aggiunge al patrimonio ogni mese finché lavori.
In euro di oggi. Il calcolo le aumenta ogni anno con l’inflazione.
Da quel momento non versi più contributi e le spese sono finanziate dal patrimonio fino alla pensione.

Fondo pensione

Indica 0 se non sei iscritto a un fondo pensione.
Compresi TFR e contributo del datore di lavoro. Si interrompono quando smetti di lavorare.
Dopo 15 anni di iscrizione l’imposta sulle prestazioni si riduce, fino al 9%.

La RITA, rendita integrativa temporanea anticipata, ti eroga la posizione del fondo in rate periodiche fino all’età di vecchiaia, da 5 anni prima o da 10 anni prima se sei inoccupato da oltre 24 mesi.

Rendimenti lordi ipotizzati del 7% l’anno per le azioni e del 3% per i titoli di Stato, prima di costi, imposta di bollo e imposte. Il fondo pensione adotta la stessa composizione.
Il costo annuo complessivo del portafoglio. Per un portafoglio di ETF in genere è compreso tra lo 0,1% e lo 0,3%.
Permette di esprimere tutti i risultati in euro di oggi, cioè con il potere d’acquisto attuale.
Con 95 anni il piano considera anche una durata della vita superiore alla media.

Risultati del calcolo

in euro di oggi
in euro di oggi

Il patrimonio anno per anno, in euro di oggi

Tocca il grafico, o posiziona sopra il puntatore del mouse, per leggere i valori di ogni anno. Con un clic sulle voci della legenda mostri o nascondi le linee.

Approfondimenti

Le tre fasi del tuo piano

Pensione pubblica

Pensione Requisiti Nel tuo caso

Il numero FIRE della regola del 4% e il calcolo mese per mese

Simulazione Monte Carlo con 1.000 sequenze di rendimenti

Quanto incidono i costi del portafoglio

Tabella anno per anno

Età Anno Risparmi investiti Pensione e fondo pensione, netti Prelievi dal patrimonio Patrimonio a fine anno

Importi in euro di oggi. I prelievi comprendono l’imposta sulle plusvalenze versata alla vendita.

Vuoi verificare il tuo piano per smettere di lavorare prima?

Come funziona il calcolo. Il calcolatore simula il piano mese per mese, da oggi fino all’età di fine piano. Finché lavori, il patrimonio aumenta con i risparmi che investi e i contributi si sommano a quelli già versati. Quando smetti, i versamenti dei contributi si interrompono e le spese sono finanziate dal patrimonio, insieme al fondo pensione e poi alla pensione pubblica. Per ogni età di uscita il calcolatore determina la decorrenza e l’importo della pensione con le regole di legge. Il patrimonio necessario è il minimo che non si esaurisce prima della fine del piano.

 

Che cos’è il FIRE e perché in Italia la pensione è decisiva

FIRE è l’acronimo di “Financial Independence, Retire Early”, cioè indipendenza finanziaria e pensione anticipata. Chi aderisce al movimento FIRE risparmia e investe una quota alta del reddito per smettere di lavorare molti anni prima dell’età di pensione. Il riferimento è il “numero FIRE”, cioè il patrimonio che ti permette di coprire le spese con i soli prelievi.

Il numero FIRE si calcola di solito con la regola del 4%, che deriva da uno studio di William Bengen del 1994 sui dati di borsa americani. Secondo Bengen, con un prelievo pari al 4% del patrimonio il primo anno e poi alla stessa cifra aumentata dell’inflazione, un portafoglio misto di azioni e obbligazioni americane non si è mai esaurito prima di 30 anni. Il patrimonio necessario corrisponde quindi a 25 volte le spese di un anno.

In Italia la regola del 4% produce errori in due direzioni. Da un lato ignora la pensione pubblica, che dalla decorrenza copre gran parte delle spese e riduce il patrimonio necessario. Dall’altro ignora l’imposta del 26% sulle plusvalenze, l’imposta di bollo dello 0,20% e i costi dei prodotti, che riducono i prelievi sostenibili. Inoltre chi smette a 50 o 55 anni deve coprire un periodo di 10-15 anni senza stipendio e senza pensione, il cosiddetto ponte. Il calcolatore considera tutti questi elementi.

 

Un esempio con l’uscita dal lavoro a 55 anni

Consideriamo un dipendente nato a marzo 1986, con 45.000 € lordi l’anno e 18 anni di contributi, tutti versati dal 1996 in poi. Detiene 150.000 € investiti in un portafoglio bilanciato, investe 1.200 € al mese e spende 2.300 € al mese. La sua posizione nel fondo pensione ammonta a 30.000 € e i versamenti, TFR compreso, a 300 € al mese. Vuole smettere a 55 anni, a marzo 2041.

Smettendo a 55 anni matura 32 anni e 5 mesi di contributi. La prima pensione a cui accede è l’anticipata contributiva, con decorrenza a settembre 2052, a 66 anni e 6 mesi, per un importo di circa 1.948 € netti al mese (23.376 € l’anno) in euro di oggi. Negli 11 anni e 6 mesi del ponte le spese sono finanziate dal patrimonio e, dai 59 anni e 5 mesi, dalla RITA, che il fondo pensione gli eroga per circa 821 € netti al mese. A 55 anni il patrimonio necessario ammonta a circa 285.800 €, mentre quello previsto, con i suoi risparmi, a circa 465.700 €. Con questi dati potrebbe smettere già a 52 anni.

Risultato Valore
Pensione pubblica, se smette a 55 anni anticipata contributiva con decorrenza a settembre 2052, a 66 anni e 6 mesi; circa 1.948 € netti al mese (23.376 € l’anno) di oggi
Pensione di vecchiaia decorrenza a settembre 2055, a 69 anni e 6 mesi
RITA del fondo pensione circa 821 € netti al mese, dai 59 anni e 5 mesi ai 69 anni e 5 mesi
Patrimonio necessario a 55 anni circa 285.800 € di oggi
Patrimonio previsto a 55 anni circa 465.700 € di oggi, 179.900 € in più del necessario
Età a cui puoi smettere di lavorare 52 anni, da marzo 2038, 3 anni prima dei 55 anni scelti nell’esempio
Numero FIRE con la regola del 4% 690.000 €, cioè 25 volte 27.600 € di spese l’anno
Patrimonio necessario senza il fondo pensione circa 381.500 € di oggi
Simulazioni Monte Carlo in cui il piano copre le spese fino ai 95 anni 97 su 100
Patrimonio necessario per coprire le spese in 90 casi su 100 circa 351.000 € di oggi, 65.200 € in più
Patrimonio necessario con costi del portafoglio del 2% invece dello 0,2% circa 335.700 € di oggi, 49.900 € in più

Esempio a scopo illustrativo, calcolato a ottobre 2026: i rendimenti passati o ipotetici non sono garantiti e la pensione è una stima. L’esempio ipotizza un portafoglio con il 50% di azioni, un rendimento lordo del 5% l’anno, costi dello 0,20%, un’inflazione del 2% e un piano che dura fino ai 95 anni.

L’età di uscita modifica l’intero piano. Se lo stesso lavoratore smette a 60 anni, la pensione aumenta a circa 2.175 € netti al mese e il patrimonio necessario si riduce a circa 107.000 €. Se smette a 50 anni, con 27 anni e 5 mesi di contributi la pensione stimata raggiunge la soglia della contributiva solo a 67 anni e 2 mesi, invece che a 66 anni e 6 mesi. In quel caso il patrimonio necessario ammonta a circa 458.600 €, più dei 343.100 € previsti.

 

Quando decorre la pensione se smetti di lavorare prima

Se smetti di lavorare, smetti anche di versare contributi. Per questo la decorrenza della pensione dipende dall’età in cui smetti, oltre che dall’età anagrafica. Le pensioni pubbliche a cui puoi accedere sono quattro.

  • Pensione di vecchiaia. Richiede l’età di vecchiaia, 67 anni nel 2026, e almeno 20 anni di contributi. Se il tuo primo contributo è stato versato dal 1996 in poi, la pensione deve essere almeno pari all’assegno sociale, cioè 546,24 € al mese nel 2026.
  • Pensione anticipata ordinaria. Richiede un numero minimo di anni di contributi, a qualsiasi età. Nel 2026 sono 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, con decorrenza 3 mesi dopo la maturazione dei requisiti. Chi smette presto di solito non li matura.
  • Pensione anticipata contributiva. È riservata a chi ha versato il primo contributo dal 1996 in poi. Richiede 64 anni nel 2026, 20 anni di contributi effettivi e una pensione di almeno 3 volte l’assegno sociale, cioè 1.638,72 € lordi al mese nel 2026. La soglia si riduce a 2,8 volte per le donne con un figlio e a 2,6 con due o più figli, e dal 2030 aumenta a 3,2 volte. La decorrenza è 3 mesi dopo la maturazione dei requisiti e, fino all’età di vecchiaia, l’importo non può superare 5 volte il trattamento minimo, circa 3.059 € lordi al mese.
  • Pensione di vecchiaia contributiva. Per chi ha versato il primo contributo dal 1996 e non matura i requisiti delle altre, decorre 4 anni dopo l’età di vecchiaia, con almeno 5 anni di contributi effettivi.

L’età e i contributi richiesti aumentano con la speranza di vita. La legge di bilancio 2026 stabilisce un aumento di 1 mese nel 2027 e di 3 mesi dal 2028. Per gli anni successivi il calcolatore applica la proiezione della Ragioneria Generale dello Stato, che nel Rapporto n. 27 del 2026 prevede questi requisiti:

Anno Età di vecchiaia Età minima della contributiva Anticipata ordinaria, uomini Anticipata ordinaria, donne
2026 67 anni 64 anni 42 anni e 10 mesi 41 anni e 10 mesi
2027 67 anni e 1 mese 64 anni e 1 mese 42 anni e 11 mesi 41 anni e 11 mesi
2028 67 anni e 3 mesi 64 anni e 3 mesi 43 anni e 1 mese 42 anni e 1 mese
2030 67 anni e 6 mesi 64 anni e 6 mesi 43 anni e 4 mesi 42 anni e 4 mesi
2035 67 anni e 10 mesi 64 anni e 10 mesi 43 anni e 8 mesi 42 anni e 8 mesi
2040 68 anni e 2 mesi 65 anni e 2 mesi 44 anni 43 anni
2050 69 anni 66 anni 44 anni e 10 mesi 43 anni e 10 mesi
2060 69 anni e 9 mesi 66 anni e 9 mesi 45 anni e 7 mesi 44 anni e 7 mesi

I valori dal 2029 sono una proiezione. I requisiti effettivi saranno fissati ogni due anni da un decreto. Quota 103 e Opzione Donna non sono state prorogate per il 2026, quindi il calcolatore non le considera. I requisiti sono illustrati in dettaglio nella guida sulla pensione di vecchiaia.

 

A quanto ammonta la pensione se smetti prima

Chi ha versato il primo contributo dal 1996 percepisce una pensione calcolata interamente con il metodo contributivo. Ogni anno una quota del reddito, il 33% per i dipendenti, si accumula nel montante contributivo, rivalutato con la crescita del PIL. Alla decorrenza il montante si moltiplica per un coefficiente di trasformazione che aumenta con l’età. Nel 2025-2026 il coefficiente è pari al 5,088% a 64 anni, al 5,608% a 67 anni e al 6,510% a 71 anni.

Chi smette prima subisce una doppia riduzione. Il montante non aumenta più con i versamenti e, se la pensione decorre prima, il coefficiente è più basso. Nell’esempio la pensione netta ammonta a circa 1.948 € al mese se il lavoratore smette a 55 anni, e a circa 2.526 € se lavora fino a 67 anni.

Il calcolatore stima il montante con il reddito di oggi per tutti gli anni di contributi e con una rivalutazione reale dello 0,5% l’anno, la crescita del PIL prevista dalla Ragioneria Generale dello Stato. Per gli autonomi applica le aliquote di computo del 24% per artigiani e commercianti e del 25% per i professionisti iscritti alla Gestione separata. Se hai versato contributi prima del 1996, una quota della pensione è calcolata con il metodo retributivo e l’importo è di solito più alto della stima. Per un importo preciso consulta il servizio “La mia pensione futura” nell’area MyINPS.

 

Il fondo pensione nel ponte con la RITA

La RITA, rendita integrativa temporanea anticipata, permette di ottenere la posizione del fondo pensione in rate periodiche negli anni prima della pensione di vecchiaia (d.lgs. 252/2005, art. 11). Puoi chiederla in due casi, con almeno 5 anni di iscrizione al fondo:

  • hai cessato l’attività lavorativa, hai maturato almeno 20 anni di contributi e ti mancano al massimo 5 anni all’età di vecchiaia;
  • sei inoccupato da più di 24 mesi e ti mancano al massimo 10 anni all’età di vecchiaia.

Chi smette presto rientra quasi sempre nel secondo caso, quindi può destinare il fondo pensione agli ultimi 10 anni del ponte. Alla RITA si applica un’imposta del 15%, che si riduce di 0,30 punti per ogni anno di iscrizione oltre il quindicesimo, fino al 9%. Nell’esempio la RITA eroga circa 821 € netti al mese dai 59 anni e 5 mesi e riduce il patrimonio necessario di circa 95.700 €. Per stimare la posizione che accumuli nel fondo puoi consultare il simulatore del fondo pensione.

Se non chiedi la RITA, alla pensione puoi chiedere la liquidazione in capitale di metà della posizione al massimo e percepire il resto sotto forma di rendita. Puoi chiedere la liquidazione dell’intera posizione se la rendita ottenuta convertendo il 70% della posizione è inferiore alla metà dell’assegno sociale. Il calcolatore applica entrambe le regole.

 

Quanto prelevare dal patrimonio ogni anno

La regola del 4% è un riferimento, non una garanzia. Bengen l’ha ricavata dai dati americani su un orizzonte di 30 anni, mentre il patrimonio di chi smette a 50 anni deve durare anche 45 anni. Inoltre lo studio non considera le imposte italiane. Secondo l’analisi di Morningstar pubblicata a dicembre 2025, per chi va in pensione nel 2026 il prelievo iniziale sostenibile è pari al 3,9%.

Il calcolatore non applica un tasso di prelievo fisso. Simula i prelievi mese per mese e calcola l’imposta sulle plusvalenze al momento della vendita, il 26% sulla quota in azioni e il 12,5% su quella in titoli di Stato. Sottrae ogni anno l’imposta di bollo dello 0,20% e i costi del portafoglio. Il risultato è il patrimonio minimo che, con le ipotesi scelte, copre le spese fino all’età di fine piano. La struttura di un portafoglio destinato ai prelievi è illustrata nella guida su come vivere di rendita.

 

Il rischio di sequenza nei primi anni dopo l’uscita

Il rischio di sequenza dei rendimenti è il rischio che le perdite si verifichino subito dopo che smetti di lavorare. In quel momento prelevi dal patrimonio mentre i prezzi sono bassi, quindi vendi più quote e il patrimonio dispone di meno tempo per recuperare. Due piani con lo stesso rendimento medio possono concludersi in modo molto diverso.

Un esempio aiuta a misurarlo. Se nel primo anno dopo l’uscita le azioni subiscono un calo del 35%, simile a quello del 2008, quando l’indice azionario mondiale MSCI World ha registrato un calo del 40,7% in dollari, nell’esempio con il 50% in azioni il patrimonio diminuisce del 17,5%. Il piano resta sostenibile fino ai 95 anni, ma il patrimonio necessario aumenta da circa 285.800 € a circa 339.400 €. Per ridurre questo rischio si accantona una riserva di liquidità per i primi anni o si riduce la quota in azioni in prossimità dell’uscita.

 

La simulazione Monte Carlo con 1.000 sequenze di rendimenti

Il calcolo principale ipotizza rendimenti costanti, quindi il patrimonio necessario è quello sufficiente se i mercati rendono ogni anno esattamente quanto ipotizzato. La simulazione Monte Carlo ripete il piano con 1.000 sequenze casuali di rendimenti mensili e determina in quante il patrimonio copre le spese fino all’età di fine piano. Le sequenze presentano una volatilità annua del 15% per le azioni e del 5% per i titoli di Stato, con una correlazione di 0,2, e un rendimento composto mediano uguale a quello del calcolo principale.

Nell’esempio il piano copre le spese fino ai 95 anni in 97 casi su 100. Il patrimonio necessario calcolato con rendimenti costanti, circa 285.800 €, le copre invece in 48 casi su 100, cioè in circa la metà delle simulazioni. Per coprire le spese in 90 casi su 100 è necessario un patrimonio di circa 351.000 € a 55 anni, 65.200 € in più. Il patrimonio previsto, circa 465.700 €, supera anche questa soglia. Nello scenario sfavorevole, quello in cui solo 10 simulazioni su 100 registrano un risultato peggiore, a 95 anni il patrimonio ammonta ancora a circa 88.800 €.

I rendimenti delle simulazioni seguono una distribuzione normale, che sottostima i crolli estremi come il calo del 57,7% dell’indice MSCI World in euro tra agosto 2000 e marzo 2009. Per questo la frequenza indicata è un risultato del modello e non una probabilità garantita.

 

Quanto incidono costi e imposte

Su un orizzonte di 40 anni anche un punto percentuale di costi ritarda l’età in cui puoi smettere. Nell’esempio, con costi dello 0,2% l’anno, tipici di un portafoglio di ETF, il lavoratore può smettere a 52 anni. Con costi dell’1% può smettere a 52 anni e 11 mesi, con il 2% a 54 anni e 1 mese. A 55 anni il patrimonio necessario aumenta da circa 285.800 € a circa 335.700 €.

Le imposte incidono soprattutto nella fase dei prelievi. Il calcolatore registra il prezzo di carico e calcola l’imposta solo sulla plusvalenza contenuta in ogni vendita. Per questo i prelievi lordi aumentano nel tempo, man mano che crescono le plusvalenze accumulate. Per misurare l’effetto dell’inflazione sulle tue spese puoi consultare il calcolo dell’inflazione.

 

Ipotesi e limiti del calcolatore

  • Rendimenti. Il calcolo ipotizza un rendimento lordo del 7% l’anno per le azioni e del 3% per i titoli di Stato, prima di costi, imposta di bollo e imposte. Il portafoglio scelto li combina in proporzione. Il fondo pensione adotta la stessa composizione, con un costo dello 0,47%, la media dei fondi negoziali, e l’imposta del 20% sui rendimenti (12,5% sui titoli di Stato).
  • Importi in euro di oggi. Spese, risparmi, reddito, pensione e soglie sono espressi con il potere d’acquisto attuale. Il reddito è costante in euro di oggi. L’IRPEF sulla pensione è calcolata con gli scaglioni e le detrazioni 2026, senza addizionali regionali e comunali.
  • Pensione. Il calcolo applica i requisiti di legge fino al 2028 e la proiezione della Ragioneria Generale dello Stato dal 2029, e i coefficienti di trasformazione 2025-2026, che dal 2027 potrebbero diminuire. Il montante è stimato con il reddito di oggi per tutti gli anni di contributi.
  • Simulazione Monte Carlo. 1.000 sequenze di rendimenti mensili con distribuzione lognormale, volatilità annua del 15% per le azioni e del 5% per i titoli di Stato, correlazione 0,2 e rendimento composto mediano uguale a quello del calcolo principale. Pensione, fondo pensione e inflazione non variano tra le simulazioni. Con gli stessi dati il risultato è sempre identico.
  • Casi esclusi. Casse professionali, lavori gravosi e usuranti, quota 41 dei precoci, APE sociale, totalizzazione e cumulo, riscatto della laurea, contributi volontari dopo l’uscita, pensione di reversibilità e casa di proprietà.

 

Domande frequenti sul FIRE e sulla pensione anticipata

Che cos’è il FIRE?

FIRE è l’acronimo di “Financial Independence, Retire Early”, cioè indipendenza finanziaria e pensione anticipata. Indica chi risparmia e investe una quota alta del reddito per accumulare un patrimonio che gli permetta di smettere di lavorare prima dell’età di pensione. In Italia chi smette presto deve coprire con il patrimonio gli anni che lo separano dalla pensione pubblica, il cosiddetto ponte.

Quanti soldi servono per smettere di lavorare?

Il patrimonio necessario dipende dalle spese, dall’età in cui smetti e dalla pensione che percepirai. La regola del 4% indica 25 volte le spese di un anno, ma non considera la pensione pubblica, le imposte e i costi. Per un dipendente di 40 anni con 45.000 € lordi e 2.300 € di spese al mese, che smette a 55 anni, il calcolo mese per mese indica circa 285.800 € invece di 690.000 €, grazie alla pensione e al fondo pensione.

Se smetto di lavorare a 55 anni, quando vado in pensione?

La decorrenza dipende dai contributi che avrai maturato quando smetti. Con almeno 20 anni di contributi versati dal 1996 in poi puoi accedere alla pensione anticipata contributiva a 64 anni, età che aumenta con la speranza di vita, se la pensione è pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale (3,2 dal 2030). Altrimenti devi attendere la pensione di vecchiaia, a 67 anni nel 2026 e a 69 anni e 5 mesi nel 2055 secondo la proiezione della Ragioneria Generale dello Stato.

Che cos’è la regola del 4%?

La regola del 4% stabilisce che puoi prelevare il primo anno il 4% del patrimonio e poi la stessa cifra aumentata dell’inflazione, con una probabilità alta che il patrimonio duri almeno 30 anni. Deriva da uno studio di William Bengen del 1994 sui dati di borsa americani. Non considera le imposte italiane e orizzonti più lunghi di 30 anni. Secondo Morningstar, per chi va in pensione nel 2026 il prelievo iniziale sostenibile è pari al 3,9%.

Il fondo pensione si può riscuotere prima della pensione?

Sì, con la RITA, la rendita integrativa temporanea anticipata. Se sei inoccupato da più di 24 mesi puoi chiederla fino a 10 anni prima dell’età di vecchiaia, con almeno 5 anni di iscrizione al fondo. Se hai cessato l’attività da meno tempo, sono richiesti 20 anni di contributi e al massimo 5 anni all’età di vecchiaia. Alla RITA si applica un’imposta compresa tra il 15% e il 9%, in base agli anni di iscrizione.

Che cos’è la simulazione Monte Carlo del calcolatore FIRE?

È una verifica che ripete il piano con 1.000 sequenze casuali di rendimenti mensili, con una volatilità annua del 15% per le azioni e del 5% per i titoli di Stato. Indica in quante simulazioni il patrimonio copre le spese fino all’età di fine piano e quale patrimonio è necessario per coprirle in 90 casi su 100. Nell’esempio il patrimonio calcolato con rendimenti costanti, circa 285.800 €, copre le spese in 48 casi su 100, mentre per coprirle in 90 casi su 100 è necessario un patrimonio di circa 351.000 €.

 

Fonti dei dati, aggiornate a ottobre 2026.

 

Vuoi verificare se e quando puoi smettere di lavorare?

Con la pianificazione finanziaria verifichiamo con te i dati INPS, la data della pensione, il fondo pensione e il portafoglio da cui prelevare. Vision SCF è una società di consulenza finanziaria indipendente iscritta all’albo OCF (delibera n. 1925) e lavora con il modello fee-only: riceve compensi solo dai clienti che segue, con una parcella trasparente, e mai da banche, compagnie o venditori di prodotti.