La patrimoniale è un’imposta che colpisce il patrimonio che possiedi (case, conti, investimenti), non il reddito che percepisci. In Italia esistono già patrimoniali periodiche come l’IMU e l’imposta di bollo. Un’imposta generale sui grandi patrimoni non è in vigore: a ottobre 2026 la prevedono solo due proposte, con soglie di esenzione di 2 e di 5,4 milioni di euro.
In questa guida spieghiamo come funziona la patrimoniale e quali patrimoniali si applicano già al conto corrente e agli investimenti. Poi analizziamo le proposte del 2026, il gettito che lo Stato otterrebbe e le scelte legali che ti aiutano a tutelare i risparmi.
Cos’è la patrimoniale in parole semplici?
La patrimoniale è un’imposta calcolata sul valore di ciò che una persona o un’azienda possiede in un certo momento: immobili, conti correnti, titoli, fondi, partecipazioni. Le imposte più note gravano invece sul reddito, come l’IRPEF, oppure sui consumi, come l’IVA.
“Patrimoniale” non è il nome di una singola imposta, ma di una famiglia di imposte. Un’imposta è un prelievo obbligatorio che lo Stato impone per finanziare la spesa pubblica, senza un servizio specifico in cambio: per questo è più corretto parlare di imposta patrimoniale che di tassa patrimoniale, anche se nel linguaggio comune i due termini sono sinonimi.
Il patrimonio netto è la somma dei beni posseduti meno i debiti. Una patrimoniale “generale” colpisce tutto il patrimonio netto; una patrimoniale “speciale” colpisce un solo tipo di bene, per esempio la casa (IMU) o il conto titoli (imposta di bollo).
Quali tipi di patrimoniale esistono?
Le patrimoniali si dividono in straordinarie e periodiche. La patrimoniale straordinaria si applica una sola volta, in un momento di emergenza dei conti pubblici, come il prelievo sui depositi del luglio 1992. La patrimoniale periodica rientra nel sistema fiscale ordinario e si versa ogni anno, come l’IMU sulle seconde case.
- Straordinaria o periodica: una tantum per un’emergenza oppure ogni anno;
- Generale o speciale: su tutto il patrimonio netto oppure su un solo bene;
- Proporzionale o progressiva: la stessa aliquota per tutti oppure aliquote che crescono a scaglioni, come nell’IRPEF.
Come funziona la patrimoniale?
Una patrimoniale si articola in tre fasi: la legge definisce i beni che rientrano nella base imponibile e il criterio di valutazione, fissa una soglia di esenzione e applica l’aliquota alla parte di patrimonio che supera la soglia. La soglia determina chi è tenuto al versamento: con una soglia di 2 milioni di euro la grande maggioranza delle famiglie è esente.
Le due proposte discusse in Italia nel 2026 prevedono aliquote progressive. La proposta di legge di iniziativa popolare “Imposta Grandi Patrimoni” esclude l’abitazione principale. Secondo il testo, l’aliquota è dell’1% tra 2 e 5 milioni, dell’1,7% tra 5 e 8 milioni, del 2,1% tra 8 e 20 milioni e del 3,5% oltre i 20 milioni. La proposta di AVS, presentata il 2 ottobre 2026, fissa invece la soglia a 5,4 milioni, con aliquote dell’1,7%, del 2,1% oltre 8 milioni e del 3,5% oltre 20,9 milioni.
| Patrimonio netto | Iniziativa popolare | Proposta AVS |
|---|---|---|
| 3 milioni € | 10.000 € | nessuna imposta |
| 5 milioni € | 30.000 € | nessuna imposta |
| 10 milioni € | 123.000 € | 86.200 € |
| 25 milioni € | 508.000 € | 458.600 € |
Con 3 milioni di patrimonio netto, oltre la prima casa, la proposta di iniziativa popolare comporta un’imposta di 10.000 € l’anno, cioè l’1% del milione che supera la soglia. Con 5 milioni l’imposta ammonta a 30.000 €, con 10 milioni a 123.000 €, con 25 milioni a 508.000 €. Il grafico illustra l’aumento dell’imposta da uno scaglione all’altro.
La patrimoniale Amato del 1992: cosa colpì?
La patrimoniale del 1992 colpì i depositi bancari e postali con un prelievo straordinario del 6 per mille, cioè lo 0,6% del saldo al 9 luglio 1992. Il Consiglio dei ministri del governo Amato approvò il prelievo nella notte tra il 9 e il 10 luglio e lo istituì con il decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333, in piena crisi del debito pubblico e della lira.
Lo stesso decreto istituì anche un’imposta straordinaria immobiliare del 3 per mille sul valore dei fabbricati (2 per mille sull’abitazione principale). Le banche e le Poste operarono la ritenuta direttamente sui conti e versarono l’importo allo Stato entro il 15 settembre 1992. Il ricordo di quella notte spiega perché, ancora oggi, molti risparmiatori temono un prelievo forzoso sui conti correnti.
Le patrimoniali che paghi già in Italia
In Italia non esiste un’imposta generale sul patrimonio, ma sono già in vigore diverse patrimoniali speciali: l’IMU sugli immobili diversi dalla prima casa, l’imposta di bollo sul conto corrente e sugli investimenti, l’IVIE e l’IVAFE sui beni all’estero e l’imposta di successione e donazione.
| Imposta | Su cosa si applica | Importo o aliquota |
|---|---|---|
| IMU | Immobili diversi dall’abitazione principale (che è esente, salvo le case di lusso) | aliquota base 0,86%, decisa da ogni Comune |
| Imposta di bollo sul conto corrente | Conti con giacenza media oltre 5.000 € | 34,20 € l’anno per le persone fisiche |
| Imposta di bollo sugli investimenti | Titoli, fondi, ETF, conti deposito, polizze di ramo III | 0,20% l’anno del valore |
| IVIE e IVAFE | Immobili e investimenti detenuti all’estero | IVIE 1,06%, IVAFE 0,20% l’anno |
| Imposta di successione e donazione | Beni ricevuti in eredità o in dono | 4% oltre 1 milione per coniuge e figli, 6% o 8% per gli altri |
Le prossime due sezioni illustrano le patrimoniali che interessano quasi tutti i risparmiatori: quelle sul conto corrente e sul conto titoli.
Quanto è la patrimoniale sul conto corrente?
La patrimoniale sul conto corrente è l’imposta di bollo: 34,20 € l’anno per le persone fisiche, dovuti solo se la giacenza media annua supera i 5.000 €. Per imprese, enti e associazioni il bollo è aumentato da 100 a 118 € l’anno dal 28 marzo 2026, con il decreto-legge n. 38/2026, ed è dovuto qualunque sia la giacenza.
Su un conto senza interessi il bollo rappresenta un costo certo. Per stabilire quanta liquidità detenere, consulta la nostra guida su quanta liquidità mantenere sul conto corrente.
Quanto è la patrimoniale sul conto titoli?
Sul conto titoli l’imposta di bollo è proporzionale: lo 0,20% l’anno del valore di mercato di titoli, fondi ed ETF, senza soglia minima per le persone fisiche. Su 100.000 € investiti l’imposta ammonta a 200 € l’anno, addebitati dalla banca o dal broker.
Tra le imposte sul possesso di un bene rientra anche la tassa automobilistica regionale, il cosiddetto bollo auto: per il 2027 il decreto-legge n. 162/2026 ne sospende il pagamento per le auto sotto gli 80 kW e per le moto, con un’esenzione per persona.
Chi paga la tassa patrimoniale?
La tassa patrimoniale è a carico di chi possiede i beni soggetti all’imposta: persone fisiche e, se la legge lo prevede, aziende e società. Il numero dei contribuenti dipende soprattutto dalla soglia: con le patrimoniali speciali in vigore quasi tutti i risparmiatori versano almeno un’imposta, con le proposte del 2026 sarebbe tenuto al versamento solo chi detiene più di 2 o di 5,4 milioni di patrimonio netto.
Secondo i promotori, la proposta di iniziativa popolare interesserebbe circa l’1% più ricco degli italiani, quella di AVS lo 0,1%. In entrambe le proposte l’imposta si calcola sul patrimonio netto, cioè al netto dei debiti, come il mutuo. La proposta di iniziativa popolare esclude l’abitazione principale e consente di detrarre dall’imposta l’IMU, l’IVIE e l’IVAFE già versate.
Patrimoniale 2026: cosa prevedono le proposte in discussione?
A ottobre 2026 in Italia non è in vigore nessuna patrimoniale generale e il governo si è dichiarato contrario. Sono state presentate due proposte: una da un comitato di cittadini, l’altra da un partito di opposizione.
- Proposta di legge di iniziativa popolare “Imposta Grandi Patrimoni”: promossa dal comitato “Un percento equo” con Rifondazione Comunista, a giugno 2026 ha raccolto più delle 50.000 firme necessarie per la presentazione in Parlamento. I promotori stimano un gettito tra 26 e 65 miliardi l’anno;
- Proposta di AVS: presentata il 2 ottobre 2026 da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni nel piano “restituzione fiscale”. Prevede una patrimoniale oltre 5,4 milioni di euro, con un gettito stimato di circa 15,9 miliardi l’anno destinato alla riduzione dell’IRPEF. Introduce inoltre una exit tax del 26% sulle plusvalenze non realizzate di chi trasferisce la residenza all’estero;
- Posizione del governo: l’8 novembre 2025 la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che con la destra al governo la patrimoniale “non vedrà mai la luce”.
In Europa le patrimoniali generali sono rare. Secondo la Tax Foundation (agosto 2026), solo Norvegia, Spagna e Svizzera applicano un’imposta annuale sul patrimonio netto; la Francia l’ha abolita nel 2018 e oggi tassa solo i patrimoni immobiliari oltre 1,3 milioni di euro.
A quanto potrebbe ammontare una nuova patrimoniale?
Una patrimoniale dell’1% sui conti correnti e sui depositi delle famiglie genererebbe un gettito di circa 16,0 miliardi di euro, pari allo 0,5% del debito pubblico italiano. Per incidere davvero sul debito sarebbe necessario un prelievo molto più alto, con effetti pesanti sulla fiducia e sull’economia.
I calcoli si basano su due dati ufficiali. Secondo la FABI, su dati Banca d’Italia pubblicati l’11 luglio 2026, a fine 2025 conti correnti e depositi delle famiglie ammontavano a 1.603,0 miliardi di euro. Secondo la Banca d’Italia, a luglio 2026 il debito pubblico ammontava a 3.205,8 miliardi. Un prelievo del 6 per mille come quello del 1992, applicato ai depositi di oggi, genererebbe circa 9,6 miliardi.
La patrimoniale è un pericolo imminente?
Oggi il pericolo più concreto per i tuoi risparmi non è una patrimoniale introdotta per legge, ma l’inflazione: secondo la stima preliminare ISTAT del 30 settembre 2026, a settembre i prezzi sono saliti del 4,2% in un anno. L’inflazione agisce come una patrimoniale nascosta: riduce il potere d’acquisto della liquidità e, nello stesso tempo, il valore reale del debito dello Stato.
Con l’inflazione al 4,2%, 10.000 € fermi sul conto perdono in un anno circa 403 € di potere d’acquisto, a cui si aggiungono i 34,20 € di bollo. Lo stesso meccanismo riduce di circa 129,2 miliardi il valore reale del debito pubblico, senza nessun prelievo dai conti. Su base mensile un’inflazione del 4,2% corrisponde a circa lo 0,34%: in meno di due mesi supera il 6 per mille del 1992.
Gli economisti definiscono “repressione finanziaria” l’insieme di inflazione alta e tassi bassi, che trasferisce ricchezza dai risparmiatori ai debitori, Stato compreso. Puoi calcolare l’effetto sui tuoi risparmi con il nostro calcolatore dell’inflazione.
| Ipotesi | Miliardi di euro in un anno |
|---|---|
| Prelievo del 6 per mille sui depositi (come nel 1992) | 9,6 |
| Patrimoniale dell’1% sui depositi | 16,0 |
| Inflazione al 4,2% sul debito pubblico | 129,2 |
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Quali effetti avrebbe una patrimoniale?
Una patrimoniale garantirebbe nuove entrate allo Stato, ma produrrebbe tre effetti collaterali: meno risorse per famiglie e imprese, il rischio che i grandi patrimoni trasferiscano la residenza all’estero e una minore fiducia nel risparmio.
- Sulle famiglie: una patrimoniale sulle somme liquide riduce il capitale disponibile per le spese e per gli investimenti; una patrimoniale con soglie elevate interessa invece pochi contribuenti;
- Sulle imprese: se colpisce le partecipazioni, riduce le risorse per investire e assumere, soprattutto nelle aziende familiari che dispongono di poca liquidità;
- Sulla residenza: chi detiene grandi patrimoni può trasferirsi all’estero. Per questo la proposta di AVS prevede una exit tax del 26%.
Come blindare il patrimonio di famiglia?
Blindare il patrimonio di famiglia significa strutturarlo prima di un’emergenza, con strumenti legali scelti in base agli obiettivi: tutelare il coniuge e i figli, ridurre le imposte di successione, separare i beni personali dai rischi dell’attività. Nessuno strumento protegge da una patrimoniale futura, le cui regole non sono ancora note.
Trust
Il trust è un istituto giuridico con cui trasferisci la proprietà di alcuni beni a un gestore, il trustee, che li amministra a favore dei beneficiari indicati nell’atto. Tutela i beni da creditori e liti familiari solo se costituito correttamente e senza intenti elusivi; comporta costi di costituzione e di gestione che lo rendono adatto soprattutto ai patrimoni elevati.
Polizze assicurative
Le polizze vita di ramo I, legate a una gestione separata, offrono alcune tutele previste dalla legge. Prima di sottoscriverne una, valuta i costi indicati nel KID, il documento con le informazioni chiave del prodotto.
- Impignorabilità: secondo l’articolo 1923 del Codice civile, le somme dovute dall’assicuratore non sono pignorabili né sequestrabili, se la polizza è stata sottoscritta senza intenti di frode verso i creditori;
- Successione: le somme liquidate ai beneficiari non rientrano nell’imposta di successione;
- Imposta di bollo: le polizze di ramo I ne sono esenti, mentre le polizze di ramo III sono soggette allo 0,20% l’anno;
- Tassazione dei rendimenti: la parte investita in titoli di Stato è tassata al 12,5% invece del 26%.
Privilegia le polizze di ramo I o multiramo con prevalenza di ramo I ed evita le polizze unit linked, in genere più rischiose e molto costose. Le tutele della polizza contro i creditori sono illustrate anche nella guida sul pignoramento del conto corrente.
Pianificazione patrimoniale
La pianificazione patrimoniale è il processo che coordina investimenti, immobili, polizze e passaggio generazionale in base agli obiettivi della famiglia. In Vision SCF, come consulenti fee-only, analizziamo per primi i costi e i rischi del patrimonio che possiedi già: spesso il risparmio maggiore deriva dalla sostituzione di prodotti costosi, non dal tentativo di evitare una patrimoniale.
Come evitare la patrimoniale sui conti correnti?
Non esiste un modo legale per evitare con certezza una patrimoniale sui conti correnti, perché le regole sarebbero stabilite dalla legge che la introduce. Puoi però ridurre l’esposizione: meno liquidità ferma, investimenti diversificati e a basso costo, una struttura del patrimonio pensata per tempo.
- Riduci la liquidità in eccesso: mantieni sul conto la liquidità per le spese di qualche mese e il fondo di emergenza. La liquidità in eccesso non produce interessi, è soggetta al bollo e perde potere d’acquisto con l’inflazione;
- Investi in strumenti efficienti: gli ETF sono fondi quotati in Borsa a basso costo e diversificati. Se non li conosci, consulta la nostra guida su cosa sono gli ETF; per la liquidità di breve periodo valuta gli ETF monetari;
- Valuta la previdenza complementare: i versamenti in un fondo pensione sono deducibili fino a 5.164,57 € l’anno e la posizione è esente dall’imposta di bollo. Il capitale però è vincolato fino alla pensione, salvo anticipi e riscatti previsti dalla legge;
- Pianifica il passaggio generazionale: se doni ai figli la nuda proprietà di un immobile e mantieni l’usufrutto, riduci il patrimonio a tuo nome. La scelta comporta però imposte di donazione e una perdita di controllo sul bene, da valutare con un professionista;
- Trasferimento all’estero: è legale solo se trasferisci effettivamente in un altro Paese la dimora abituale e il centro dei tuoi interessi economici e familiari. In caso contrario l’Agenzia delle Entrate può contestare una residenza fittizia all’estero.
Prelevare grandi somme in contanti non protegge dalla patrimoniale ed espone ad altri rischi, come spieghiamo nella guida sul limite di prelievo contanti. La garanzia dei depositi fino a 100.000 € tutela dal fallimento della banca, non da un’imposta: è spiegata nella guida conti correnti garantiti fino a 100.000 €.
Come prepararsi alla patrimoniale?
Per prepararti alla patrimoniale non è necessario inseguire le notizie: è più utile costruire un patrimonio con poca liquidità ferma, costi bassi, investimenti diversificati e una pianificazione fiscale e successoria impostata per tempo. Queste scelte ti proteggono già oggi dall’inflazione e dai costi, e ti garantiscono margini di manovra se le regole fiscali cambieranno.
Vision SCF è una società di consulenza finanziaria indipendente iscritta all’albo OCF (delibera n. 1925) e lavora con il modello fee-only: riceve compensi solo dai clienti che segue, con una parcella trasparente, e mai da banche, compagnie o venditori di prodotti.
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Domande frequenti
Cosa si intende per patrimoniale?
Per patrimoniale si intende un’imposta calcolata sul valore dei beni posseduti, come case, conti correnti e investimenti, invece che sul reddito. In Italia esistono già patrimoniali speciali, come l’IMU e l’imposta di bollo sul conto corrente e sul conto titoli; a ottobre 2026 non esiste un’imposta generale su tutto il patrimonio netto.
Chi deve pagare la patrimoniale?
La patrimoniale è a carico di chi possiede i beni soggetti all’imposta: oggi, per esempio, il bollo di 34,20 € l’anno è dovuto da chi registra una giacenza media superiore a 5.000 € sul conto corrente. Le proposte di patrimoniale generale discusse nel 2026 si applicherebbero solo a chi detiene un patrimonio netto superiore a 2 milioni (iniziativa popolare) o a 5,4 milioni di euro (AVS).
Quanto si paga di patrimoniale?
Con le patrimoniali in vigore si versano 34,20 € l’anno sul conto corrente e lo 0,20% l’anno sugli investimenti. Sugli immobili diversi dalla prima casa si applica l’IMU, con aliquota base dello 0,86%. Con la proposta di iniziativa popolare del 2026, chi detiene 3 milioni di patrimonio netto oltre la prima casa verserebbe 10.000 € l’anno, l’1% della parte sopra i 2 milioni.
Quanto è la patrimoniale sul conto corrente?
La patrimoniale sul conto corrente è l’imposta di bollo: 34,20 € l’anno per le persone fisiche con una giacenza media superiore a 5.000 €. Per imprese, enti e associazioni il bollo è di 118 € l’anno dal 28 marzo 2026.
Come evitare la patrimoniale sui conti correnti?
Non esiste un modo legale per evitare con certezza una patrimoniale sui conti correnti, perché le regole dipenderebbero dalla legge che la introduce. Puoi ridurre l’esposizione mantenendo sul conto solo la liquidità necessaria, investendo il resto in strumenti diversificati e a basso costo e pianificando per tempo il passaggio generazionale.
Ettore Bellò
Ettore Bellò è consulente finanziario indipendente, iscritto all’Albo unico dei consulenti finanziari nella sezione dei consulenti finanziari autonomi (delibera OCF n. 1926), e amministratore di Vision SCF, società di consulenza finanziaria indipendente fee-only con sede a Vicenza. Aiuta famiglie e imprenditori a pianificare e investire il patrimonio con strumenti efficienti e senza conflitti di interesse.

