I buoni fruttiferi postali sono titoli nominativi emessi da Cassa Depositi e Prestiti, collocati da Poste Italiane e garantiti dallo Stato. Non prevedono commissioni e gli interessi sono soggetti a un’imposta del 12,50%. Alla fine di ottobre 2026 i buoni a tasso fisso per adulti in collocamento offrono tra l’1,25% e il 3,69% lordo annuo, ma l’inflazione ha raggiunto il 5,4%.
Il rendimento indicato da Poste è lordo e matura per intero solo se detieni il buono fino alla scadenza. Questa guida illustra come funzionano i buoni e quali serie puoi sottoscrivere oggi. Calcola poi il rendimento al netto di imposte, bollo e inflazione e confronta i buoni con BTP, conti deposito ed ETF monetari. Vision SCF è una società di consulenza finanziaria indipendente iscritta all’albo OCF (delibera n. 1925) e lavora con il modello fee-only: riceve compensi solo dai clienti che segue, con una parcella trasparente, e mai da banche, compagnie o venditori di prodotti.
Cosa sono i buoni fruttiferi postali
Il buono fruttifero postale è un prodotto di risparmio nominativo emesso da Cassa Depositi e Prestiti (CDP), società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Poste Italiane lo colloca negli uffici postali, sul sito e nell’app. Il foglio informativo del buono ordinario (Poste Italiane, 24 luglio 2026) definisce il buono “rimborsabile a vista, con obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello Stato”.
Le caratteristiche comuni a tutte le serie sono queste:
- forma: cartacea o dematerializzata; le serie più recenti esistono solo in forma dematerializzata, registrate sul libretto o sul conto BancoPosta;
- importo: da 50 € e multipli;
- costi: nessuna commissione di sottoscrizione o di rimborso, salvo gli oneri fiscali;
- intestazione: a persone fisiche, anche cointestato fino a quattro persone, con regole proprie per i buoni dedicati ai minori;
- vincoli: il buono non è negoziabile in Borsa e non può essere dato in pegno.
Il valore del buono non dipende da un prezzo di mercato, ma solo dal tempo trascorso dalla sottoscrizione, secondo i coefficienti di rimborso pubblicati nel foglio informativo di ogni serie.
Come funzionano gli interessi
Gli interessi maturano secondo un calendario fissato alla sottoscrizione e Poste li liquida insieme al capitale al momento del rimborso. Nel buono ordinario il tasso cresce con gli anni di possesso, con capitalizzazione annuale. Nei buoni a durata breve, come il Premium a un anno o il 4 anni Plus, gli interessi maturano solo alla scadenza.
Puoi chiedere il rimborso in qualsiasi momento e ricevi sempre il capitale sottoscritto. Gli interessi invece dipendono dalla serie. Il buono ordinario non riconosce interessi se il rimborso avviene entro un anno dalla sottoscrizione. Il Premium, il 4 anni Plus e il Soluzione Eredità non riconoscono interessi se il rimborso avviene prima della scadenza. Prima di sottoscrivere un buono conviene quindi verificare la durata e la data entro cui la somma ti servirà.
Quali buoni puoi sottoscrivere oggi e quanto rendono
La tabella elenca le principali serie in collocamento al 30 ottobre 2026, con il rendimento annuo lordo a scadenza indicato nei fogli informativi di Poste Italiane.
| Buono | Durata | Rendimento lordo | Riservato a |
|---|---|---|---|
| Rinnova Prima 3×4 Premio | 12 anni | 3,69% con il premio | Chi rinnova un buono in scadenza |
| Premium | 1 anno | 3,25% | Nuova liquidità sul libretto |
| Soluzione Eredità | 4 anni | 3,00% | Beneficiari di una successione |
| Ordinario | 20 anni | 2,50% | Tutti |
| 4 anni Plus | 4 anni | 2,25% | Tutti |
| 4 anni risparmiosemplice | 4 anni | 1,25% (1,50% con il premio) | Piano di versamenti periodici |
| Dedicato ai minori | Fino ai 18 anni | 5,00% | Minori di età |
Fonte: fogli informativi delle serie TF412A260922, TF101A260922, TF404A260922, TF120A250624, TF504A260922, TF104A250624 e TF118A260922 (Poste Italiane). I tassi variano a ogni nuova serie, quindi prima di sottoscrivere verifica la Scheda di sintesi in vigore sul sito di Poste Italiane.
I tre rendimenti più alti della tabella dipendono da una condizione precisa: il premio finale, la nuova liquidità e la scadenza ai 18 anni.
Rinnova Prima 3×4 Premio
Il buono dura 12 anni e riconosce un tasso crescente, dall’1,00% al 2,50%, alla fine di ogni triennio. A scadenza CDP aggiunge un premio pari al 20% del valore nominale non rimborsato. Il 3,69% annuo lordo dipende quindi dal premio. Senza il premio il rendimento a 12 anni si riduce all’1,75% lordo. Puoi prenotarlo solo in ufficio postale, nei 30 giorni che precedono la scadenza di un buono dematerializzato.
Premium
Il Premium dura un anno e riconosce un rendimento lordo del 3,25%. Puoi sottoscriverlo solo con la “nuova liquidità”, ossia con le somme che aumentano il saldo del libretto dopo la data di riferimento indicata nel foglio informativo. Rientrano nella nuova liquidità, per esempio, i bonifici e l’accredito di stipendi e pensioni. Se chiedi il rimborso prima dell’anno, non ricevi interessi.
Buono dedicato ai minori
Il buono dedicato ai minori scade al compimento dei 18 anni e riconosce il 5,00% lordo annuo a chi lo detiene fino alla scadenza. Al netto dell’imposta il rendimento varia tra il 4,38% e il 4,56% annuo, secondo la data in cui il minore compie 18 anni. Il buono si intesta solo al minore e i genitori o il tutore lo gestiscono fino alla maggiore età.
Quanto rendono davvero al netto di imposte, bollo e inflazione
Il rimborso netto è inferiore a quanto suggerisce il rendimento lordo. Dagli interessi si sottrae l’imposta sostitutiva del 12,50%. Se il valore complessivo dei tuoi buoni supera 5.000 €, Poste addebita anche l’imposta di bollo dello 0,20% annuo. Infine l’inflazione riduce il potere d’acquisto della somma rimborsata.
A ottobre 2026 l’indice dei prezzi al consumo NIC è aumentato del 5,4% su base annua, secondo la stima provvisoria di ISTAT pubblicata il 30 ottobre 2026. Il grafico confronta questo dato con il rendimento netto dei buoni in collocamento.
Per i buoni detenuti fino alla scadenza il rendimento netto annuo ammonta al 3,30% per il 3×4 Premio, al 2,84% per il Premium, al 2,64% per il Soluzione Eredità, al 2,24% per l’ordinario e all’1,98% per il 4 anni Plus. Nessuno dei buoni a tasso fisso per adulti in collocamento raggiunge il tasso di inflazione di ottobre 2026.
Il dato di un mese non anticipa però l’inflazione dei prossimi anni. Per il 2026 ISTAT stima un’inflazione acquisita del 3,4%, ossia la variazione media annua che si otterrebbe se i prezzi non cambiassero fino a dicembre. L’esempio che segue applica due ipotesi di inflazione a un buono a quattro anni.
Un esempio. Laura investe 20.000 € nel buono 4 anni Plus al 2,25% lordo e lo detiene fino alla scadenza. Dopo quattro anni il montante lordo ammonta a 21.861,67 €. Sugli interessi di 1.861,67 € Poste applica l’imposta di 232,71 €. L’importo supera 5.000 €, quindi Laura sostiene anche il bollo dello 0,20% annuo, pari a 160 € in quattro anni. Il rimborso netto ammonta a 21.468,96 €, pari all’1,79% netto annuo.
Con un’inflazione media del 2% annuo quella somma corrisponde a 19.834 € di oggi, con una perdita reale dello 0,21% l’anno. Con un’inflazione media del 5,4% corrisponde a 17.396 € di oggi, con una perdita reale del 3,43% l’anno. Con il nostro calcolo dell’inflazione puoi rifare il conto con il tuo importo e la tua durata.
Esempio a scopo illustrativo. Le due inflazioni medie sono ipotesi, non previsioni. Il bollo è calcolato sul capitale investito, come indica la Scheda di sintesi della serie.
Il buono protegge il capitale nominale, ma non il potere d’acquisto. Per la riserva di liquidità questo limite è accettabile; per una somma investita per molti anni la perdita di potere d’acquisto si accumula, come illustra l’esempio di Laura. Poste colloca anche un buono a dieci anni indicizzato all’inflazione italiana. Questo buono rivaluta il capitale con l’indice FOI e aggiunge un tasso fisso dello 0,60% lordo, secondo il foglio informativo della serie IL110A240307.
Tassazione, bollo, ISEE e successione dei buoni postali
I buoni godono di un trattamento fiscale più favorevole rispetto a gran parte degli strumenti di risparmio. Le regole che seguono sono riportate nei fogli informativi di Poste Italiane del 2026.
Imposta sugli interessi
Agli interessi si applica l’imposta sostitutiva del 12,50% prevista dal decreto legislativo 239/1996, la stessa dei titoli di Stato. Poste opera la ritenuta al rimborso, quindi gli interessi non devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi. Conti deposito e fondi sono soggetti invece a un’imposta del 26%.
Imposta di bollo
Sono esenti dal bollo i buoni con un valore di rimborso complessivo fino a 5.000 €. Oltre questa soglia si applica lo 0,20% annuo. Se il bollo addebitato in caso di rimborso anticipato riduce il rimborso netto sotto il capitale investito, Poste restituisce la differenza.
Buoni postali e ISEE
La legge di bilancio 2024 (legge 213/2023, articolo 1, comma 183) esclude dal patrimonio mobiliare dell’ISEE buoni fruttiferi postali, libretti postali e titoli di Stato. L’esclusione si applica fino a 50.000 € complessivi per nucleo familiare e l’eccedenza rientra nel calcolo. Conti deposito, fondi ed ETF entrano invece nel calcolo per intero.
Successione e buoni ereditati
I buoni sono esenti dall’imposta di successione. Gli eredi devono comunque presentare a Poste la documentazione richiesta per la successione prima di ottenere il rimborso. Chi riceve somme da una successione può reinvestirle nel Buono Soluzione Eredità, riservato ai beneficiari di un procedimento di successione presso Poste. Nei buoni cointestati le modalità di rimborso sono indicate sul titolo cartaceo o nel contratto del conto di regolamento.
Prescrizione dei buoni cartacei
I diritti al rimborso dei buoni cartacei si prescrivono dieci anni dopo la data di scadenza indicata sul buono (decreto MEF del 6 ottobre 2004, articolo 6-ter). Dopo quel termine le somme non riscosse confluiscono in un fondo dello Stato e il titolare perde il diritto al rimborso. I buoni dematerializzati non corrono questo rischio, perché alla scadenza Poste accredita l’importo sul libretto o sul conto collegato.
Come calcolare il valore di un buono che detieni già
Per chi detiene un buono sottoscritto anni fa le informazioni utili sono il valore di rimborso e la scadenza. Il valore si ricava dai coefficienti della serie e dalla data di sottoscrizione riportata sul buono. Nei buoni cartacei la serie è stampata sul fronte del titolo, in quelli dematerializzati compare nell’area riservata di Poste.
Nel nostro strumento per il calcolo dei buoni fruttiferi postali inserisci serie, importo e data di sottoscrizione e ottieni il valore lordo e netto al giorno che scegli. Lo strumento copre 628 serie in euro e 30 in lire e confronta il risultato con un portafoglio di esempio. Il valore ufficiale è quello comunicato da Poste al momento del rimborso.
Dopo la scadenza il buono non matura più interessi. Poste rimborsa il valore maturato alla scadenza e, se il buono è cartaceo, decorre già il termine di prescrizione di dieci anni.
Buoni postali, BTP, conto deposito ed ETF monetari a confronto
I buoni sono una delle possibili destinazioni della liquidità che non prevedi di utilizzare a breve. La tabella confronta le regole di quattro strumenti che spesso si valutano insieme.
| Strumento | Imposta sui rendimenti | Imposta di bollo | Se disinvesti prima della scadenza |
|---|---|---|---|
| Buoni fruttiferi postali | 12,50% | Esenti fino a 5.000 € complessivi, oltre 0,20% annuo | Rimborso del capitale, con interessi ridotti o nulli secondo la serie |
| BTP e altri titoli di Stato | 12,50% | 0,20% annuo sul valore del dossier | Vendita al prezzo di mercato, che può essere inferiore o superiore al prezzo di acquisto |
| Conto deposito vincolato | 26% | 0,20% annuo sulle somme vincolate | Svincolo con le penali o la riduzione del tasso previste dal contratto |
| ETF monetari | 26%, con aliquota effettiva ridotta sulla quota in titoli di Stato | 0,20% annuo | Vendita in Borsa al valore corrente, con variazioni di solito contenute |
Oltre alle regole riassunte nella tabella, cambia la garanzia. I buoni sono assistiti dalla garanzia dello Stato per l’intero importo. I BTP sono emessi direttamente dallo Stato, che li rimborsa alla scadenza al valore nominale. I depositi bancari sono tutelati dal Fondo interbancario di tutela dei depositi fino a 100.000 € per depositante e per banca. Gli ETF monetari non garantiscono il capitale, ma il patrimonio del fondo è separato da quello della società che lo gestisce.
Il vantaggio principale dei buoni è la stabilità del valore. Un BTP venduto prima della scadenza può generare una perdita se i tassi di mercato sono aumentati, mentre il buono restituisce sempre il capitale. In cambio i buoni offrono di solito un rendimento inferiore a quello di un titolo di Stato di durata simile. Inoltre non consentono di cedere il titolo a un prezzo più alto quando i tassi di interesse diminuiscono. La guida sul BTP Valore spiega come funzionano i titoli di Stato per i risparmiatori. Quella sugli ETF monetari spiega come questi fondi seguono i tassi di breve termine.
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Quando i buoni fruttiferi postali possono avere senso
Prima di scegliere un buono conviene rispondere a cinque domande:
- orizzonte: la durata del buono coincide con il momento in cui dovrai utilizzare la somma? Un buono rimborsato in anticipo perde in tutto o in parte gli interessi;
- liquidità di riserva: hai già accantonato una somma per le spese impreviste? La guida su quanta liquidità tenere sul conto illustra come calcolarla;
- rendimento reale: il rendimento netto supera l’inflazione che ti aspetti per gli anni del buono?
- concentrazione: quale parte del patrimonio detieni già in strumenti di debito dello Stato italiano, tra buoni, libretti e titoli?
- ISEE e successione: l’esclusione dall’ISEE e l’esenzione dall’imposta di successione incidono sulle prestazioni sociali o sull’eredità della tua famiglia?
I buoni sono adatti a obiettivi con una data certa e a chi non accetta oscillazioni di valore. Per somme che resteranno investite dieci o vent’anni un rendimento fisso inferiore all’inflazione riduce il potere d’acquisto. In quel caso conviene valutare anche strumenti indicizzati all’inflazione o un portafoglio diversificato, che però può perdere valore nel breve periodo.
Come analizziamo con te la liquidità della famiglia
Con l’analisi del portafoglio esaminiamo con te come è composta la liquidità della famiglia tra conto, buoni, libretti, titoli e fondi. Calcoliamo il rendimento netto e reale di ogni componente, verifichiamo le scadenze e il rischio di concentrazione e confrontiamo i costi.
Non vendiamo prodotti finanziari né buoni postali e non riceviamo retrocessioni. Ti forniamo un’analisi dei numeri, così la scelta sulla liquidità si basa su dati verificati.
Domande frequenti
I buoni fruttiferi postali sono sicuri?
I buoni fruttiferi postali sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti, collocati da Poste Italiane e assistiti dalla garanzia dello Stato per il rimborso del capitale e degli interessi. Il valore non dipende dai mercati e chi richiede il rimborso riceve sempre il capitale sottoscritto, mentre gli interessi dipendono dal tempo trascorso e dalla serie.
Come vengono tassati i buoni fruttiferi postali?
Agli interessi dei buoni fruttiferi postali si applica un’imposta sostitutiva del 12,50%, operata da Poste al rimborso. I buoni sono esenti dall’imposta di successione. L’imposta di bollo dello 0,20% annuo si applica solo se il valore di rimborso complessivo dei buoni intestati supera 5.000 €.
I buoni postali rientrano nell’ISEE?
Dal 2024 buoni fruttiferi postali, libretti postali e titoli di Stato sono esclusi dal patrimonio mobiliare dell’ISEE fino a 50.000 € complessivi per nucleo familiare (legge 213/2023, articolo 1, comma 183). La parte che supera la soglia rientra nel calcolo.
Cosa succede se chiedi il rimborso di un buono fruttifero postale prima della scadenza?
Con il rimborso anticipato ricevi sempre il capitale sottoscritto, ma gli interessi dipendono dalla serie. Il buono ordinario non riconosce interessi nel primo anno. Il Premium, il 4 anni Plus e il Soluzione Eredità non riconoscono interessi prima della scadenza. Il foglio informativo di ogni serie riporta i coefficienti di rimborso anticipato.
Quando si prescrive un buono fruttifero postale?
Il diritto al rimborso di un buono fruttifero postale cartaceo si prescrive dieci anni dopo la data di scadenza indicata sul titolo. Dopo quel termine le somme confluiscono in un fondo dello Stato e il titolare perde il rimborso. I buoni dematerializzati sono accreditati in automatico alla scadenza sul libretto o sul conto collegato.

Ettore Bellò è consulente finanziario autonomo, iscritto all’Albo unico dei consulenti finanziari (delibera OCF n. 1926 del 30 maggio 2022), e cofondatore di Vision SCF, società di consulenza finanziaria indipendente con sede a Vicenza. Presta consulenza in materia di investimenti e pianificazione finanziaria a famiglie, professionisti e imprenditori, con una parcella trasparente e senza retrocessioni da banche o società prodotto.

