Investire in oro significa comprare oro fisico da investimento, cioè lingotti e monete, oppure strumenti quotati in Borsa come gli ETC, che ne replicano il prezzo. L’oro non genera interessi né dividendi: il guadagno o la perdita dipendono solo dal prezzo a cui lo rivendi. Per questo non chiederti solo se è il momento giusto per comprare. Valuta quanto costa ogni modo di investire, quale imposta si applica al guadagno e quale quota del patrimonio vuoi destinare all’oro.
Questa guida spiega i modi per investire in oro e quanto costa ciascuno, con un esempio su 10.000 euro investiti per 10 anni. Spiega poi come viene tassato il guadagno con le regole in vigore nel 2026 e quale ruolo può svolgere l’oro in un portafoglio diversificato. Questa guida è scritta da chi non vende oro né strumenti finanziari. Vision SCF è una società di consulenza finanziaria indipendente iscritta all’albo OCF (delibera n. 1925) e lavora con il modello fee-only: riceve compensi solo dai clienti che segue, con una parcella trasparente, e mai da banche, compagnie o venditori di prodotti.
Cosa si intende per oro da investimento
Per la legge italiana l’oro da investimento comprende due categorie. La prima sono i lingotti e le placchette di peso accettato dal mercato, superiore a 1 grammo, con purezza pari o superiore a 995 millesimi. La seconda sono le monete d’oro con purezza di almeno 900 millesimi e coniate dopo il 1800. Le monete devono avere o aver avuto corso legale nel Paese di origine. Il loro prezzo di vendita, inoltre, non può superare di oltre l’80% il valore dell’oro che contengono. La definizione è quella dell’articolo 1 della legge 7/2000, aggiornata dal decreto legislativo 211/2024 e riportata dall’Agenzia delle Entrate nella risposta n. 6 del 2025.
Distinguere l’oro da investimento dagli altri oggetti d’oro è importante per due motivi:
- l’oro da investimento è esente da IVA (articolo 10, n. 11, del DPR 633/1972), mentre il prezzo di gioielli e oggetti d’oro comprende l’IVA e il costo della lavorazione, che alla rivendita non recuperi;
- chi acquista un gioiello usato, per esempio un compro oro, lo valuta in base al peso dell’oro puro, non al prezzo pagato in negozio.
Dal 2025 l’OAM (Organismo degli Agenti e dei Mediatori) tiene il registro degli operatori professionali in oro, al posto della Banca d’Italia. Lo spiega la stessa Banca d’Italia nella notizia del 20 marzo 2025 sulle modifiche alla disciplina del mercato dell’oro. Prima di comprare lingotti o monete, verifica che il venditore sia una banca o un operatore iscritto.
I modi per investire in oro
I modi principali per investire in oro sono quattro. Si differenziano per costi, rischi e per ciò che possiedi effettivamente.
| Modo di investire | Cosa possiedi | Costi principali | Punto di attenzione |
|---|---|---|---|
| Lingotti e monete | Oro fisico, a casa o in cassetta di sicurezza | Spread, cioè la differenza tra il prezzo a cui compri l’oro e quello a cui il venditore te lo ricompra; custodia; assicurazione | Conservare la fattura di acquisto |
| Oro fisico custodito dal venditore | Oro intestato a te in un caveau | Spread, custodia e assicurazione annue | Verificare che l’oro sia allocato e separato dal patrimonio del venditore |
| ETC su oro fisico | Un titolo quotato garantito da oro depositato | Costi annui (TER), commissioni di negoziazione, imposta di bollo | Rischio dell’emittente, ridotto dalla garanzia in oro |
| Fondi ed ETF su società minerarie | Azioni di aziende che estraggono oro | TER, commissioni, imposta di bollo | Non replicano il prezzo dell’oro: oscillano di più |
Lingotti e monete sono il modo più conosciuto: compri l’oro e lo custodisci tu, in casa o in una cassetta di sicurezza, oppure lo lasci in custodia al venditore. Gli altri due si acquistano in Borsa tramite un conto titoli: ecco come funzionano.
Gli ETC (exchange traded commodities) sono titoli quotati in Borsa che replicano il prezzo dell’oro e si comprano come un’azione. Per gli ETC garantiti da oro fisico, l’emittente deposita lingotti presso un custode a garanzia dei titoli. In Europa un ETF armonizzato non può investire solo in oro, perché le regole europee sui fondi (OICVM) impongono la diversificazione. Per questo in Borsa l’oro si acquista tramite gli ETC, che sono titoli di debito di un emittente e non quote di un fondo. La guida su cosa sono gli ETF spiega la differenza tra ETF ed ETC.
Le azioni minerarie non equivalgono a comprare oro: il loro valore dipende dal prezzo dell’oro, ma anche dai costi di estrazione, dai debiti e dalla gestione delle società. Futures, opzioni e CFD sull’oro sono invece strumenti derivati: sfruttano la leva finanziaria, che amplifica guadagni e perdite, e non sono adatti a chi vuole che l’oro sia una parte stabile del patrimonio.
Quanto costa investire in oro
Con l’oro fisico sostieni la maggior parte dei costi al momento dell’acquisto e della rivendita; con gli ETC sostieni invece ogni anno un costo in percentuale. Per confrontare i due casi bisogna quindi calcolare i costi sullo stesso periodo. Nell’esempio che segue calcoliamo quanto si spende in 10 anni per investire 10.000 euro in oro in tre modi diversi. I costi sono ipotetici: li abbiamo scelti tra i valori che riscontriamo di solito nelle offerte, senza riferirci a un venditore o a un prodotto specifico.
- lingotti in cassetta di sicurezza: spread del 6% (600 euro), più il canone di una cassetta di sicurezza di 120 euro l’anno, cioè 1.200 euro in 10 anni;
- oro fisico custodito dal venditore: spread del 4% (400 euro) più custodia e assicurazione dello 0,5% l’anno, cioè 500 euro in 10 anni;
- ETC su oro fisico: due commissioni di negoziazione da 10 euro (20 euro) e uno spread tra denaro e lettera in Borsa dello 0,1% (10 euro). Ogni anno si aggiungono il TER dello 0,25% (250 euro in 10 anni) e l’imposta di bollo dello 0,20% sul conto titoli (200 euro in 10 anni).
| Modo di investire | Costi in 10 anni | In % dei 10.000 € |
|---|---|---|
| Lingotti in cassetta di sicurezza | 1.800 € | 18% |
| Oro fisico custodito dal venditore | 900 € | 9% |
| ETC su oro fisico | 480 € | 4,8% |
Esempio a scopo illustrativo: il calcolo considera costante il valore dell’oro e non include rendimenti né imposte sulla plusvalenza. Sugli importi piccoli incidono di più i costi fissi, come il canone della cassetta di sicurezza; sugli importi grandi e sui periodi lunghi incidono di più i costi in percentuale. Se custodisci l’oro a casa non sostieni costi di custodia, ma il rischio di furto resta a tuo carico e l’assicurazione comporta un premio.
Prima di acquistare oro fisico, fatti indicare dal venditore anche il prezzo a cui riacquisterebbe lo stesso lingotto o la stessa moneta. La differenza tra il prezzo di vendita e quello di riacquisto è lo spread. Le monete e i lingotti piccoli costano di solito di più in proporzione al valore dell’oro contenuto.
Come è tassato l’oro da investimento
Il guadagno realizzato vendendo oro da investimento è una plusvalenza tassata al 26%. La plusvalenza è la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto documentato. Senza la documentazione del costo di acquisto, per le vendite dal 1° gennaio 2024 l’imposta si calcola sull’intero prezzo di vendita: lo indicano l’articolo 68, comma 7, del TUIR e le istruzioni del modello 730/2026 dell’Agenzia delle Entrate.
Un esempio con prezzi ipotetici: lingotti comprati a 10.000 euro e rivenduti a 12.000 euro.
| Caso | Base imponibile | Imposta al 26% | Netto incassato |
|---|---|---|---|
| Con la fattura di acquisto | 2.000 € | 520 € | 11.480 € |
| Senza documentazione | 12.000 € | 3.120 € | 8.880 € |
Senza fattura l’imposta sale da 520 a 3.120 euro: 2.600 euro in più sullo stesso lingotto (esempio a scopo illustrativo). Per questo conserva la fattura dell’oro con la stessa cura dei documenti di un immobile. Se ricevi oro in donazione o in eredità, verifica quali documenti ne attestano il costo o il valore. Senza questi documenti, quando lo vendi l’imposta si calcola sull’intero prezzo.
Le altre regole da conoscere:
- dichiarazione: se vendi oro fisico con una plusvalenza, la dichiari nel quadro T del 730 o nel quadro RT del modello Redditi; se possiedi oro custodito in Italia, non devi dichiararlo;
- oro all’estero: se custodisci oro all’estero, devi indicarlo nel quadro RW per il monitoraggio fiscale;
- ETC: i guadagni sono redditi diversi (articolo 67 del TUIR) e si possono quindi compensare con le minusvalenze degli anni precedenti; se il conto titoli è in regime amministrato, la banca effettua la compensazione;
- fondi ed ETF su azioni minerarie: i guadagni sono redditi di capitale e non si possono compensare con le minusvalenze; le perdite invece sono redditi diversi e si possono compensare con i guadagni futuri di altri strumenti, come ETC o azioni.
Per il quadro completo delle aliquote e delle compensazioni puoi consultare la guida sulla tassazione delle plusvalenze.
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Quale ruolo svolge l’oro nel portafoglio
Molti portafogli includono una quota di oro perché il suo prezzo tende a muoversi in modo diverso da quello di azioni e obbligazioni: in alcune crisi ha perso meno di loro. Non accade sempre, però. L’oro non genera reddito e il suo valore dipende solo dalla domanda di chi lo acquista.
Nell’articolo del 13 marzo 2025 “Cosa sapere prima di comprare oro” la Banca d’Italia ricorda che molti considerano l’oro un bene rifugio, ma che non sempre si comporta come tale. Il suo prezzo può oscillare molto, e ci sono stati anche lunghi periodi in cui l’oro ha perso valore. Per questo l’oro contribuisce soprattutto alla diversificazione del portafoglio, più che alla ricerca di un rendimento.
Non esiste una quota di oro giusta per tutti: dipende dagli obiettivi, dall’orizzonte temporale, dalla liquidità di cui hai bisogno e da cosa c’è già nel patrimonio, per esempio immobili o un’attività d’impresa. Anche la protezione dall’inflazione non dipende dal solo oro, ma da come è composto tutto il portafoglio: ne parliamo nella guida su come difendere i risparmi dall’inflazione.
Conviene investire in oro oggi?
Nessuno può dire in anticipo se il prezzo dell’oro salirà o scenderà nei prossimi mesi, e questa guida non contiene previsioni. Dopo un periodo di forte crescita del prezzo, la Banca d’Italia ha dedicato all’oro un secondo articolo, “Quando l’oro sale: regole d’oro per scelte di investimento consapevoli” (28 gennaio 2026), in cui invita a non farsi guidare dalla paura di perdere l’occasione: chi compra solo perché il prezzo è salito rischia di comprare nel momento meno opportuno.
Più che chiederti se conviene comprare adesso, chiediti quale funzione svolge l’oro nel tuo patrimonio. Se la sua funzione è diversificare, conviene stabilire una quota e mantenerla nel tempo. Quando la quota si allontana troppo dal livello deciso, si vende o si compra oro per tornarci. Mantenere la quota è più importante che indovinare il momento giusto per comprare. Il nostro commento sul mercato è nell’articolo del magazine “Oro nel 2026: cosa fare adesso”.
Gli errori più frequenti
Quando analizziamo i patrimoni dei clienti, gli errori sull’oro che individuiamo più spesso sono questi:
- quote eccessive: molti investono in oro fisico una parte importante del patrimonio, spesso nei momenti di paura e senza un piano per riportare la quota al livello deciso;
- gioielli comprati come investimento: IVA e lavorazione pagate all’acquisto non si recuperano alla rivendita;
- fatture perse: senza documentazione l’imposta si calcola sull’intero prezzo di vendita;
- azioni minerarie scambiate per oro: un fondo minerario può perdere anche quando il prezzo dell’oro sale;
- venditori non verificati: offerte di oro “a prezzi sotto mercato” o piattaforme non iscritte sono un segnale di allarme.
Come valutiamo l’oro in una pianificazione
In Vision SCF non vendiamo oro né prodotti finanziari e non riceviamo retrocessioni. Quando un cliente detiene oro o vuole comprarne, lo valutiamo dentro la pianificazione finanziaria del suo patrimonio. Verifichiamo quale funzione svolge l’oro, quanto incide sul patrimonio e quanto costano custodia, commissioni e imposte. Indichiamo anche quali documenti conservare per non versare più imposte del dovuto al momento della vendita.
Non ci limitiamo a consigliarti se comprare o vendere: ti forniamo un’analisi dei costi e delle alternative, così decidi sulla base dei numeri.
Domande frequenti
Quanto rende investire in oro?
L’oro non ha un rendimento proprio: non genera interessi né dividendi. Il risultato dipende solo dalla differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto, al netto dei costi e dell’imposta del 26% sulla plusvalenza. Nella storia ci sono stati periodi di forti rialzi e lunghi periodi di perdita, e nessuno può garantire quanto renderà in futuro.
I lingotti d’oro vanno dichiarati nel 730?
Se possiedi lingotti o monete d’oro custoditi in Italia, non devi dichiararli. Devi dichiarare la plusvalenza quando li vendi: nel quadro T del 730 o nel quadro RT del modello Redditi, con l’imposta del 26%. Senza la fattura di acquisto la plusvalenza è pari all’intero prezzo di vendita. Se custodisci l’oro all’estero, devi invece indicarlo nel quadro RW.
Quanto costa custodire l’oro in banca?
Per l’oro fisico sostieni il canone della cassetta di sicurezza, che varia secondo la banca e la dimensione. Se invece l’oro resta in un caveau, chi lo custodisce applica una commissione di custodia e assicurazione, di solito in percentuale sul valore. Con gli ETC non ci sono costi di custodia diretti: ogni anno sostieni i costi dello strumento e l’imposta di bollo dello 0,20% sul conto titoli.
Meglio oro fisico o ETC?
Dipende dallo scopo. L’oro fisico è un bene che possiedi direttamente, con costi concentrati all’acquisto e alla rivendita e la custodia a tuo carico. Gli ETC si acquistano e si vendono in Borsa con costi bassi e permettono di compensare le minusvalenze. Sono però titoli di un emittente, garantiti da oro depositato. Su orizzonti lunghi e importi medi gli ETC costano in genere meno.
Come investire 1.000 euro in oro?
Con 1.000 euro le scelte sono piccoli lingotti o monete oppure un ETC su oro fisico. I tagli piccoli costano di più in proporzione all’oro contenuto. Con un ETC incidono invece soprattutto le commissioni fisse di acquisto e vendita. In entrambi i casi conviene verificare il venditore o l’intermediario e conservare i documenti di acquisto.
Ettore Bellò
Ettore Bellò è consulente finanziario indipendente, iscritto all’Albo unico dei consulenti finanziari nella sezione dei consulenti finanziari autonomi (delibera OCF n. 1926), e amministratore di Vision SCF, società di consulenza finanziaria indipendente fee-only con sede a Vicenza. Aiuta famiglie e imprenditori a pianificare e investire il patrimonio con strumenti efficienti e senza conflitti di interesse.

