Per investire in ETF apri un conto titoli presso una banca o un intermediario autorizzato. Scegli poi gli ETF in base all’indice replicato, ai costi e alla politica sui dividendi. Infine inserisci l’ordine di acquisto in Borsa, con un versamento unico o con un piano di accumulo (PAC). Prima di iniziare definisci l’obiettivo e l’orizzonte temporale e calcola quanto incidono commissioni, costi annui e imposte.

Questa guida illustra i passi concreti per investire in ETF e confronta i loro costi con quelli dei fondi comuni sulla base dei dati dell’ESMA. Presenta il calcolo dell’incidenza delle commissioni su un PAC da 200 euro al mese. Spiega infine come vengono tassati i guadagni con le regole in vigore nel 2026. È scritta da chi non vende ETF né altri prodotti finanziari. Vision SCF è una società di consulenza finanziaria indipendente iscritta all’albo OCF (delibera n. 1925) e lavora con il modello fee-only: riceve compensi solo dai clienti che segue, con una parcella trasparente, e mai da banche, compagnie o venditori di prodotti.

Cosa sono gli ETF, in breve

Un ETF (exchange traded fund) è un fondo di investimento quotato in Borsa che replica l’andamento di un indice. L’indice può essere, per esempio, quello delle principali azioni mondiali o un indice di titoli di Stato. Si acquista e si vende durante l’orario di negoziazione, come un’azione, al prezzo di mercato del momento.

Gli ETF armonizzati rispettano la direttiva europea sui fondi (UCITS, in italiano OICVM). Il patrimonio del fondo è separato da quello della società di gestione e viene custodito da una banca depositaria. Per ogni ETF il gestore pubblica il KID, il documento contenente le informazioni chiave su rischi, costi e scenari. La guida su cosa sono gli ETF illustra nel dettaglio come funzionano e in cosa si differenziano dai fondi comuni e dagli ETC.

Come investire in ETF in cinque passi

Investire in ETF richiede cinque passi, nell’ordine indicato nello schema.

Come investire in ETF in cinque passi Come investire in ETF in cinque passi. Passo 1, Obiettivo: Definisci scopo, orizzonte temporale e quota da investire. Passo 2, Conto titoli: Banca o intermediario autorizzato, con regime amministrato. Passo 3, Scelta degli ETF: Indice, TER, replica, dividendi, valuta. Passo 4, Ordine: ISIN, quantità e ordine con limite di prezzo. Passo 5, Controllo: Verifica annuale e ribilanciamento.Come investire in ETF in cinque passi1ObiettivoDefinisci scopo, orizzontetemporale e quota dainvestire2Conto titoliBanca o intermediarioautorizzato, con regimeamministrato3Scelta degli ETFIndice, TER, replica,dividendi, valuta4OrdineISIN, quantità e ordine conlimite di prezzo5ControlloVerifica annuale eribilanciamentoCome investire in ETF in cinque passi Come investire in ETF in cinque passi. Passo 1, Obiettivo: Definisci scopo, orizzonte temporale e quota da investire. Passo 2, Conto titoli: Banca o intermediario autorizzato, con regime amministrato. Passo 3, Scelta degli ETF: Indice, TER, replica, dividendi, valuta. Passo 4, Ordine: ISIN, quantità e ordine con limite di prezzo. Passo 5, Controllo: Verifica annuale e ribilanciamento.Come investire in ETF in cinque passi1ObiettivoDefinisci scopo, orizzonte temporale e quotada investire2Conto titoliBanca o intermediario autorizzato, conregime amministrato3Scelta degli ETFIndice, TER, replica, dividendi, valuta4OrdineISIN, quantità e ordine con limite di prezzo5ControlloVerifica annuale e ribilanciamento
Come investire in ETF in cinque passi. Fonte: Vision SCF, ottobre 2026.

Ogni passo comporta una scelta precisa, spiegata nei paragrafi che seguono.

1. Definisci l’obiettivo e l’orizzonte temporale

Prima di scegliere uno strumento stabilisci a cosa sono destinati i soldi investiti e fra quanti anni potresti averne bisogno. Un ETF azionario può perdere una parte consistente del suo valore anche in pochi mesi. Per questo è adatto alla parte del patrimonio che non ti occorrerà per molti anni. La liquidità per le emergenze e per le spese dei prossimi anni non va investita in azioni.

2. Apri un conto titoli

Per acquistare ETF occorre un conto titoli, collegato a un conto corrente, presso una banca o un intermediario autorizzato. L’autorizzazione si verifica negli albi pubblicati da Consob e Banca d’Italia. Prima di aprire il conto confronta tre voci:

  • commissioni di negoziazione, cioè l’importo che l’intermediario addebita per ogni ordine, fisso o in percentuale;
  • canone del conto e altre spese di custodia;
  • regime fiscale, perché con il regime amministrato l’intermediario calcola e versa le imposte al posto tuo. Un intermediario estero spesso non opera come sostituto d’imposta. In quel caso devi indicare redditi e attività nella dichiarazione dei redditi e versare l’IVAFE al posto dell’imposta di bollo.

3. Scegli gli ETF

Nella scelta di un ETF il primo criterio è l’indice replicato, perché determina in cosa investi effettivamente. Tra gli ETF che replicano lo stesso indice si confrontano poi questi elementi:

  • TER (total expense ratio), il costo annuo in percentuale, già compreso nel prezzo dell’ETF;
  • metodo di replica, fisica (il fondo acquista i titoli dell’indice) o sintetica (il fondo ottiene il rendimento dell’indice con un contratto derivato);
  • politica sui dividendi, ad accumulazione (il fondo reinveste i dividendi) o a distribuzione (il fondo li accredita sul conto);
  • dimensione e scambi in Borsa, perché gli ETF più grandi e più scambiati presentano di solito uno spread denaro-lettera più basso. Lo spread è la differenza tra il prezzo a cui puoi acquistare e quello a cui puoi vendere in quel momento;
  • valuta e copertura del cambio, perché un ETF su azioni americane quotato in euro è comunque esposto al dollaro, salvo che il fondo copra il rischio di cambio.

Il metodo completo, in dieci passi, è illustrato nella guida su come scegliere un ETF.

4. Inserisci l’ordine

Per acquistare un ETF inserisci nella piattaforma dell’intermediario il codice ISIN, che identifica lo strumento in modo univoco, la quantità e il tipo di ordine. Con un ordine con limite di prezzo fissi il prezzo massimo che accetti di pagare. In questo modo ti proteggi da prezzi anomali nei momenti di scarsa negoziazione, per esempio subito dopo l’apertura della Borsa. Lo stesso ETF può essere quotato su più Borse e in valute diverse. Verifica di acquistare la quotazione in euro su un mercato regolamentato.

5. Controlla il portafoglio e ribilancialo

Un portafoglio di ETF non richiede controlli quotidiani, ma una verifica periodica, per esempio una volta l’anno. Se l’andamento dei mercati allontana i pesi dalle percentuali decise, vendi una parte degli ETF cresciuti di più e acquisti quelli cresciuti meno. Così il rischio torna al livello scelto. Questa operazione si chiama ribilanciamento.

Quanto costa investire in ETF

Investire in ETF costa in media molto meno che investire in fondi comuni tradizionali. L’ESMA è l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati. Secondo il suo rapporto sui costi dei prodotti di investimento al dettaglio, pubblicato il 3 marzo 2026, tra il 2020 e il 2024 i costi correnti medi degli ETF azionari ammontavano allo 0,22% l’anno. Per i fondi azionari tradizionali venduti ai risparmiatori la media era dell’1,38% l’anno.

Su 10.000 € investiti Fondi azionari tradizionali ETF azionari
Costi correnti medi (ESMA) 1,38% l’anno 0,22% l’anno
Costo in un anno 138 € 22 €
Costo in 10 anni 1.380 € 220 €

Esempio a scopo illustrativo. Il calcolo considera costante il valore dell’investimento e non include rendimenti, commissioni di ingresso e di uscita né imposte. Nella realtà la differenza aumenta con il tempo, perché i costi riducono anche il capitale su cui maturano i rendimenti degli anni successivi. Puoi verificare questo effetto con il calcolatore dell’interesse composto.

Investire 10.000 euro in fondi o in ETF: costi correnti in 10 anni Investire 10.000 euro in fondi o in ETF: costi correnti in 10 anni. Fondi azionari tradizionali: 1.380 €; ETF azionari: 220 €.Investire 10.000 euro in fondi o in ETF: costi correnti in 10 anni0 €500 €1.000 €1.500 €Fondi azionari tradizionali: 1.380 €1.380 €Fondi azionari tradizionaliETF azionari: 220 €220 €ETF azionariInvestire 10.000 euro in fondi o in ETF: costi correnti in 10 anni Investire 10.000 euro in fondi o in ETF: costi correnti in 10 anni. Fondi azionari tradizionali: 1.380 €; ETF azionari: 220 €.Investire 10.000 euro in fondi o in ETF:costi correnti in 10 anni0 €500 €1.000 €1.500 €Fondi azionari tradizionali: 1.380 €1.380 €Fondi azionaritradizionaliETF azionari: 220 €220 €ETF azionari
Investire 10.000 euro in fondi o in ETF: costi correnti in 10 anni. Fonte: elaborazione Vision SCF su costi correnti medi ESMA 2020-2024 (1,38% e 0,22% l’anno), ottobre 2026. Esempio a scopo illustrativo. Valore dell’investimento costante, rendimenti, commissioni di ingresso e di uscita e imposte esclusi.

Il TER non è l’unico costo di un ETF. A carico dell’investitore si aggiungono queste voci:

  • commissioni di negoziazione addebitate dall’intermediario a ogni acquisto e a ogni vendita;
  • spread denaro-lettera, che l’ESMA indica come una componente importante del costo totale di un ETF, anche se non lo include nei suoi dati;
  • imposta di bollo dello 0,20% l’anno sul valore del conto titoli, pari a 20 euro su 10.000 euro, che si applica anche ai fondi comuni;
  • imposte sui guadagni, spiegate più avanti.

Quanto incidono le commissioni su un PAC in ETF

In un PAC in ETF con versamenti piccoli il costo che incide di più è la commissione fissa su ogni acquisto, non il TER. Con un PAC, o piano di accumulo del capitale, investi una somma fissa a intervalli regolari, per esempio ogni mese. La tabella confronta l’effetto di commissioni diverse su un PAC da 200 euro al mese.

Commissione per ordine In % di ogni versamento Costo in un anno
0 € 0% 0 €
2 € 1% 24 €
5 € 2,5% 60 €
9 € 4,5% 108 €

Esempio a scopo illustrativo. Per confronto, un TER dello 0,22% sui 2.400 euro versati nel primo anno ammonta a circa 5 euro. Una commissione di 5 euro su ogni versamento comporta quindi un costo annuo più di dieci volte superiore al TER.

Per ridurre questo costo esistono due strade:

  • versamenti meno frequenti, per esempio 600 euro ogni tre mesi; con 5 euro di commissione l’incidenza si riduce allo 0,83% e il costo annuo ammonta a 20 euro;
  • piani di accumulo a commissioni ridotte o nulle, offerti da alcuni intermediari. Prima di aderire verifica quali ETF sono compresi nel piano, in quali giorni vengono eseguiti gli ordini e su quale mercato.

Meglio un PAC o un versamento unico?

La scelta tra PAC e versamento unico riguarda il metodo, non il rendimento atteso, e nessuno dei due garantisce un risultato migliore. Se risparmi ogni mese una parte del reddito, il PAC è il modo naturale di investire quei risparmi.

Se invece disponi già di un capitale, le due strade comportano rischi diversi. Il versamento unico espone subito tutto il capitale all’andamento dei mercati. Il PAC distribuisce gli acquisti nel tempo e riduce il rischio di investire tutto appena prima di un ribasso. In cambio, una parte del capitale viene investita più tardi. In entrambi i casi il risultato dipende soprattutto dalla durata dell’investimento e dalla disciplina di non interromperlo nei momenti di ribasso.

Come vengono tassati gli ETF

I guadagni degli ETF armonizzati sono redditi di capitale tassati al 26%, sia i dividendi distribuiti sia la differenza positiva tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto. Per la parte investita in titoli di Stato italiani o dei Paesi della white list l’aliquota effettiva si riduce al 12,5%. La white list comprende gli Stati che garantiscono un adeguato scambio di informazioni con l’Italia. Lo prevedono l’articolo 44 del TUIR e le istruzioni del modello 730/2026 dell’Agenzia delle Entrate.

Le perdite seguono una regola diversa. Le minusvalenze sugli ETF sono redditi diversi e si possono compensare con le plusvalenze realizzate su azioni, obbligazioni, ETC o certificati, entro il quarto anno successivo. I guadagni sugli ETF, invece, non possono assorbire minusvalenze precedenti, perché sono redditi di capitale. L’Agenzia delle Entrate lo spiega nella circolare n. 33/E del 15 luglio 2011.

Un esempio con importi ipotetici chiarisce l’effetto di queste regole. Ipotizza un guadagno di 2.000 euro realizzato vendendo un ETF.

Caso Imposta sul guadagno di 2.000 €
ETF azionario 520 € (26%)
ETF su titoli di Stato della white list 250 € (12,5%)
ETF azionario, con 2.000 € di minusvalenze di anni precedenti 520 €, perché le minusvalenze non si compensano

Esempio a scopo illustrativo. Le minusvalenze non compensate con i guadagni di un ETF sono utilizzabili con le plusvalenze di azioni, obbligazioni o ETC, entro il quarto anno successivo. Il quadro completo delle aliquote e delle compensazioni è nella guida sulla tassazione delle plusvalenze.

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Dove comprare gli ETF

Gli ETF si acquistano tramite una banca o un intermediario online che offre l’accesso alla Borsa. La differenza principale tra i canali riguarda i costi e il tipo di servizio.

Canale Costi tipici Cosa ottieni
Banca tradizionale Commissioni di negoziazione e canoni spesso più alti Assistenza in filiale; consulenza legata ai prodotti che la banca distribuisce
Intermediario online Commissioni basse, a volte nulle sui piani di accumulo Accesso diretto alla Borsa, nessuna consulenza
Intermediario online e consulente indipendente Commissioni basse e parcella del consulente Scelte e ribilanciamenti verificati da chi non vende prodotti

In molte banche gli ETF vengono proposti di rado, anche per un motivo economico. Gli ETF in genere non riconoscono retrocessioni a chi li distribuisce, mentre molti fondi comuni versano alla banca una parte delle commissioni di gestione. I meccanismi di questi costi sono illustrati nella guida sui costi occulti della consulenza in banca.

Gli errori più frequenti

Quando analizziamo i portafogli di ETF costruiti in autonomia, gli errori che individuiamo più spesso sono questi:

  1. ETF sovrapposti: un ETF sulle azioni mondiali, uno sull’indice S&P 500 e uno sul Nasdaq contengono in gran parte le stesse grandi società americane. Il portafoglio risulta quindi meno diversificato di quanto sembri;
  2. ETF tematici come base del portafoglio: gli ETF su intelligenza artificiale, energia pulita o singoli Paesi concentrano il rischio su pochi settori o mercati. Per questo andrebbero limitati a quote piccole;
  3. scelte basate sui rendimenti passati: l’ETF cresciuto di più negli ultimi anni non garantisce lo stesso risultato in futuro;
  4. ETF a leva o short detenuti a lungo: replicano un multiplo del rendimento giornaliero e, su periodi lunghi, possono discostarsi molto dall’indice;
  5. PAC interrotti dopo un ribasso: sospendere i versamenti quando i prezzi scendono annulla il vantaggio di acquistare a prezzi più bassi.

Per diversificare il portafoglio non occorrono molti ETF. Spesso sono sufficienti pochi ETF, scelti in base agli obiettivi e senza sovrapposizioni.

Come analizziamo un portafoglio di ETF

In Vision SCF non vendiamo ETF né altri prodotti finanziari e non riceviamo retrocessioni. Quando un cliente ci sottopone un portafoglio di ETF, ne svolgiamo l’analisi del portafoglio con lo stesso metodo che applichiamo ai fondi. Verifichiamo le sovrapposizioni tra gli ETF, il peso di ogni area geografica e di ogni settore, l’esposizione alle valute e il costo complessivo. Controlliamo anche che la quota azionaria sia coerente con gli obiettivi e con l’orizzonte temporale.

Non ci limitiamo a consigliarti quali ETF comprare: ti forniamo un’analisi dei costi, dei rischi e delle alternative, così decidi sulla base dei numeri.

Domande frequenti

Quanto è sicuro investire in ETF?

Investire in ETF è sicuro dal punto di vista della custodia, ma non protegge dalle perdite di mercato. Negli ETF armonizzati il patrimonio del fondo è separato da quello della società di gestione e viene custodito da una banca depositaria. Il valore dell’ETF segue però l’indice replicato. Un ETF azionario può quindi perdere una parte consistente del suo valore, soprattutto su periodi brevi.

Con quanti soldi si può iniziare a investire in ETF?

Per iniziare a investire in ETF è sufficiente il prezzo di una quota, spesso inferiore a 100 euro. In alternativa puoi aderire a un PAC da poche decine di euro al mese. Con importi piccoli incidono soprattutto le commissioni fisse di ogni acquisto. Con 5 euro di commissione un versamento da 200 euro costa il 2,5%. Prima di iniziare conviene quindi confrontare le commissioni dell’intermediario.

Perché le banche non consigliano gli ETF?

Molte banche propongono di rado gli ETF perché in genere gli ETF non riconoscono retrocessioni a chi li distribuisce. Molti fondi comuni versano invece alla banca una parte delle commissioni di gestione. Gli ETF non sono comunque adatti a tutti, perché rischi, obiettivi e orizzonte temporale vanno valutati caso per caso.

Quanto rende un ETF in un anno?

Un ETF non garantisce un rendimento proprio, perché replica l’indice di riferimento al netto dei costi. Il risultato di un anno può essere molto positivo o negativo e nessuno può garantirlo in anticipo. Secondo l’ESMA, tra il 2020 e il 2024 i costi correnti medi degli ETF azionari ammontavano allo 0,22% l’anno, contro l’1,38% dei fondi azionari tradizionali. I costi sono la parte del risultato che puoi controllare.

Meglio un ETF ad accumulazione o a distribuzione?

Un ETF ad accumulazione reinveste i dividendi nel fondo. Un ETF a distribuzione li accredita invece sul conto, e ogni pagamento è tassato al 26%. L’accumulazione rinvia l’imposta al momento della vendita ed è più adatta a chi non necessita di un reddito periodico. La distribuzione è adatta a chi vuole percepire i proventi periodicamente.

Ettore Bellò

Ettore Bellò

Ettore Bellò è consulente finanziario autonomo, iscritto all’Albo unico dei consulenti finanziari (delibera OCF n. 1926 del 30 maggio 2022), e cofondatore di Vision SCF, società di consulenza finanziaria indipendente con sede a Vicenza. Presta consulenza in materia di investimenti e pianificazione finanziaria a famiglie, professionisti e imprenditori, con una parcella trasparente e senza retrocessioni da banche o società prodotto.

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