Una polizza unit linked è un’assicurazione sulla vita di ramo III in cui il premio versato viene investito in fondi interni della compagnia o in fondi comuni (OICR). Il valore della polizza segue quello dei fondi: il capitale non è garantito, e sopra i costi dei fondi si aggiungono i costi della polizza.

È questo secondo punto che di solito resta in ombra quando la polizza viene proposta allo sportello. In questa guida trovi come funziona una unit linked, quanto costa strato per strato con un esempio in euro, quali rischi corri, come viene tassata e cosa resta davvero dei vantaggi di impignorabilità e successione. Lo scriviamo dal punto di vista di chi non vende polizze: Vision SCF è una società di consulenza finanziaria indipendente fee-only, iscritta all’albo OCF (delibera n. 1925) e pagata solo dai clienti.

Cos’è una polizza unit linked

La polizza unit linked è un contratto di assicurazione sulla vita del ramo III, cioè una polizza in cui le prestazioni sono collegate al valore di quote di fondi. Il Codice delle assicurazioni private (D.Lgs. 209/2005, art. 2) classifica nel ramo III le assicurazioni sulla vita “le cui prestazioni principali sono direttamente collegate al valore di quote di organismi di investimento collettivo del risparmio o di fondi interni”.

In pratica funziona così:

  • versi un premio, unico o ricorrente;
  • la compagnia, tolti gli eventuali caricamenti, lo converte in quote dei fondi scelti tra quelli offerti dal contratto;
  • il valore della polizza sale e scende con il valore delle quote;
  • alla scadenza, al riscatto o in caso di morte dell’assicurato si incassa il controvalore delle quote, a volte con una piccola maggiorazione per il caso morte.

Sono prodotti molto diffusi: secondo la comunicazione statistica dell’IVASS n. 5 di giugno 2026, nel 2025 le compagnie italiane hanno raccolto 39,6 miliardi di euro di premi nel ramo III, il 16,8% in più del 2024, mentre il ramo I tradizionale è rimasto quasi fermo (+0,3%, 75,1 miliardi).

A differenza delle gestioni separate del ramo I, il rischio di mercato resta a te: se i fondi perdono, perde la polizza. Esistono versioni con una garanzia o una protezione parziale, ma sono una minoranza e la garanzia ha un costo.

Quanto costa davvero una polizza unit linked?

Una unit linked costa di più dei fondi comprati direttamente, perché ai costi dei fondi si somma il costo della polizza. Secondo lo studio della Banca d’Italia e dell’IVASS “Il differenziale di costo tra le polizze unit-linked e i fondi comuni” (Questioni di Economia e Finanza n. 907, febbraio 2025), la differenza va da 0,5 a 2,5 punti percentuali l’anno, e nella metà centrale dei casi simulati sta tra 1,0 e 1,7 punti. È più alta quando la polizza investe in fondi monetari o in ETF e quando è distribuita tramite consulenti finanziari, per via delle commissioni di distribuzione.

Su un premio di 100.000 euro, quel differenziale vale tra 500 e 2.500 euro l’anno, che su 10 anni diventano tra 5.000 e 25.000 euro (a parità di valore investito). Lo studio è consultabile sul sito della Banca d’Italia.

I costi di una unit linked sono a strati. Ecco quelli che trovi quasi sempre:

Strato di costo Cos’è Quando si paga
Caricamento sul premio Una percentuale trattenuta sul premio prima dell’investimento A ogni versamento
Costo di gestione della polizza La commissione annua della compagnia, prelevata dal valore delle quote Ogni anno
Costi dei fondi (TER) Le spese correnti dei fondi interni o degli OICR sottostanti Ogni anno, già dentro il valore della quota
Penali di riscatto Una percentuale trattenuta se esci nei primi anni Solo se riscatti prima del termine previsto
Costo della copertura caso morte Il prezzo della maggiorazione pagata ai beneficiari Di solito ogni anno, spesso compreso nel costo di gestione
Costi di switch Commissioni per spostarti da un fondo all’altro A ogni cambio, oltre quelli gratuiti

Un esempio in euro su 100.000 euro

Consideriamo una unit linked a premio unico di 100.000 euro con un caricamento dell’1,5%, un costo di gestione della polizza dell’1,5% l’anno e fondi interni con un TER medio dell’1,2%. Sono valori scelti per l’esempio, nell’intervallo che riscontriamo nei contratti, non quelli di un prodotto preciso.

  • il caricamento trattiene 1.500 euro e ne investe 98.500;
  • il costo della polizza vale 1.477,50 euro l’anno;
  • il TER dei fondi vale 1.182 euro l’anno;
  • in tutto, 2.659,50 euro l’anno di costi ricorrenti.

Se il valore investito restasse fermo a 98.500 euro, in 10 anni i costi arriverebbero a 28.095 €, caricamento compreso. Gli stessi fondi comprati direttamente con un TER dell’1,2% costerebbero 1.200 euro l’anno su 100.000 euro, cioè 12.000 € in 10 anni: la differenza è di 16.095 euro, in linea con l’intervallo stimato dalla Banca d’Italia. Esempio a scopo illustrativo: non considera rendimenti, tasse, penali né sconti di classe.

Polizza unit linked: costi in 10 anni su 100.000 euro Polizza unit linked: costi in 10 anni su 100.000 euro. Stessi fondi comprati direttamente: 12.000 €; Unit linked dell’esempio: 28.095 €.Polizza unit linked: costi in 10 anni su 100.000 euro0 €10.000 €20.000 €30.000 €Stessi fondi comprati direttamente: 12.000 €12.000 €Stessi fondi comprati direttamenteUnit linked dell’esempio: 28.095 €28.095 €Unit linked dell’esempioPolizza unit linked: costi in 10 anni su 100.000 euro Polizza unit linked: costi in 10 anni su 100.000 euro. Stessi fondi comprati direttamente: 12.000 €; Unit linked dell’esempio: 28.095 €.Polizza unit linked: costi in 10 anni su100.000 euro0 €10.000 €20.000 €30.000 €Stessi fondi comprati direttamente: 12.000 €12.000 €Stessi fondi compratidirettamenteUnit linked dell’esempio: 28.095 €28.095 €Unit linkeddell’esempio
Polizza unit linked: costi in 10 anni su 100.000 euro. Fonte: elaborazione Vision SCF su ipotesi di costo; differenziale di riferimento: Banca d’Italia, QEF n. 907, settembre 2026. Esempio a scopo illustrativo: valore investito costante, senza rendimenti, tasse e penali.

Dove trovi i costi della tua polizza: KID e DIP aggiuntivo IBIP

I costi di una unit linked sono indicati in due documenti obbligatori: il KID (documento contenente le informazioni chiave, previsto dal Regolamento UE 1286/2014) e il DIP aggiuntivo IBIP, il documento informativo precontrattuale che l’IVASS chiede per i prodotti di investimento assicurativi. Se la polizza ce l’hai già, i costi effettivi dell’anno sono anche nel rendiconto annuale dei costi e oneri.

  • nel KID consulta la tabella “Andamento dei costi nel tempo” e l’“incidenza annuale dei costi”: è la riduzione del rendimento dovuta a tutti i costi, per ogni periodo di detenzione;
  • nel DIP aggiuntivo IBIP trovi il dettaglio: caricamenti, commissione di gestione della compagnia, costi dei fondi, penali di riscatto anno per anno, costi degli switch;
  • nel rendiconto annuale trovi quanto hai pagato davvero, in euro. È lo stesso principio del rendiconto dei costi MiFID che ricevi per gli investimenti in banca.

Un avvertimento pratico: nelle unit linked con molti fondi il KID riporta spesso un intervallo di costi (dal fondo più economico al più caro). Per sapere quanto paghi tu servono i fondi che hai scelto davvero.

Quali rischi corri con una polizza unit linked?

Il rischio principale di una unit linked è il rischio di mercato: il capitale non è garantito e alla scadenza o al riscatto puoi ricevere meno di quanto hai versato. Accanto al rischio di mercato c’è il rischio di liquidità, e poi tre punti di attenzione meno visibili, da conoscere prima di firmare o di decidere se tenerla.

  • Rischio di mercato: il valore segue i fondi, in su e in giù.
  • Rischio di liquidità: di solito puoi riscattare dopo il primo anno, ma nei primi anni paghi penali. Hai 30 giorni per recedere dalla conclusione del contratto (art. 177 del Codice delle assicurazioni private).
  • Costi elevati: con 2-3 punti di costi l’anno, per pareggiare serve un rendimento lordo almeno di quel livello.
  • Complessità: decine di fondi interni, switch e opzioni rendono difficile capire cosa possiedi e quanto paghi.
  • Tutele non automatiche: impignorabilità e vantaggi successori non sono automatici, come spieghiamo più sotto.

Sono gli stessi temi che trattiamo nella guida agli investimenti assicurativi.

Unit linked, multiramo e index linked: che differenza c’è?

Unit linked, multiramo e index linked sono tutte polizze vita di investimento, ma cambiano per dove va il premio e per chi sopporta il rischio. La tabella confronta le tre forme più diffuse.

Unit linked Multiramo Index linked
Ramo III I + III III
Dove va il premio Fondi interni o OICR In parte in gestione separata, in parte in fondi Legato a un indice o a un altro valore di riferimento
Capitale garantito No, salvo versioni protette Solo sulla parte in gestione separata, nei limiti del contratto Dipende dalla struttura, spesso legato alla solvibilità di un emittente
Rischio di mercato Tuo Tuo sulla parte in fondi Tuo, secondo la formula del contratto
Costi Polizza + fondi Polizza + fondi + gestione separata Spesso impliciti nella struttura

Nella multiramo la parte in gestione separata rende il prodotto più rassicurante, ma sulla parte in fondi i costi e i rischi sono quelli di una unit linked.

Come viene tassata una polizza unit linked

Il rendimento di una unit linked è tassato al 26% solo al momento dell’incasso, alla scadenza o al riscatto, sulla differenza tra la somma incassata e i premi versati. La parte investita in titoli di Stato e assimilati sconta l’aliquota del 12,5%, come negli altri investimenti.

  • Differimento: finché resti nella polizza non paghi imposte sui guadagni, nemmeno quando sposti il capitale da un fondo interno all’altro. È un vantaggio reale rispetto ai fondi, dove ogni vendita con guadagno è tassata.
  • Niente compensazione: il rendimento della polizza è reddito di capitale, quindi non puoi usarlo per recuperare minusvalenze che hai nel conto titoli. Ne parliamo nella guida alla tassazione delle plusvalenze.
  • Imposta di bollo: 0,20% l’anno sul valore della polizza. Dal 2025 la compagnia la versa ogni anno (legge 207/2024, commi 87 e 88; circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E del 4 giugno 2025) e ne toglie l’importo dalla prestazione pagata alla scadenza o al riscatto. È la stessa aliquota del conto titoli: qui non c’è un vantaggio.
  • Caso morte: le somme pagate ai beneficiari non rientrano nell’asse ereditario e sono esenti da imposta di successione (D.Lgs. 346/1990, art. 12). Sono esenti dall’IRPEF solo per la parte che copre il rischio demografico: sul rendimento maturato si paga il 26%, come ha ricordato l’Agenzia delle Entrate nella risposta a interpello n. 20 del 13 gennaio 2022.

Impignorabilità e vantaggi successori: cosa resta davvero

Una unit linked è impignorabile solo se è davvero un contratto di assicurazione sulla vita, cioè se la compagnia si assume un rischio legato alla durata della vita dell’assicurato. Quando il contratto è di fatto un investimento finanziario, con una copertura caso morte solo simbolica, la protezione dell’art. 1923 del Codice civile può cadere.

La Corte di Cassazione lo ha ribadito con l’ordinanza n. 9418 del 9 aprile 2024, sulla scia della sentenza n. 10333 del 30 aprile 2018: il giudice deve valutare il contenuto del contratto, non il nome. Se il rischio demografico è assente o trascurabile, la polizza è un prodotto finanziario e non gode delle tutele assicurative. Anche alcuni tribunali (per esempio Cosenza, sentenza n. 1950 del 24 novembre 2023) hanno escluso l’impignorabilità di polizze con finalità solo di investimento.

Sul fronte successorio le somme vanno ai beneficiari indicati e non entrano nell’eredità. Lo stesso art. 1923, al secondo comma, fa però salve per i premi pagati le norme sulla revocatoria degli atti in pregiudizio dei creditori e quelle su collazione, imputazione e riduzione delle donazioni: i creditori possono agire sui premi e gli eredi legittimari lesi possono chiederne la riduzione. Chi sceglie una unit linked “per la successione” dovrebbe saperlo prima.

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Conviene tenere una polizza unit linked che hai già?

Tenere o riscattare una unit linked è una scelta che dipende da tre numeri: quanto ti costa ogni anno, quanto pagheresti di penali uscendo oggi e quanto costerebbe un’alternativa con lo stesso profilo di rischio. Senza questi numeri la risposta è un’opinione.

Le domande da farti, con il DIP aggiuntivo e l’ultimo rendiconto alla mano:

  1. Qual è l’incidenza annuale dei costi dei fondi?
  2. Ci sono penali di riscatto? Fino a quando?
  3. La copertura caso morte è significativa o simbolica? Mi serve davvero?
  4. Uso la polizza per un motivo preciso (beneficiari, pianificazione) o me l’hanno proposta come un investimento qualsiasi?

A volte la risposta è tenerla: per esempio quando le penali sono ancora alte o quando la polizza serve a un obiettivo successorio chiaro. Altre volte i costi, su un orizzonte lungo, pesano più di tutto il resto. Vale anche per i costi occulti della consulenza in banca: se non li conosci, non puoi confrontarli.

Cosa verifichiamo quando analizziamo una unit linked

In Vision SCF, come consulenti fee-only, non vendiamo polizze e non riceviamo retrocessioni: quando un cliente ci porta una unit linked la analizziamo con lo stesso metodo che usiamo per un fondo. Partiamo dai documenti (KID, DIP aggiuntivo IBIP, condizioni di contratto, ultimo rendiconto) e ricostruiamo i costi in euro, strato per strato.

  • i fondi interni effettivamente sottoscritti e il loro TER, confrontati con strumenti con la stessa esposizione;
  • il costo di gestione della compagnia e le eventuali commissioni di performance;
  • il calendario delle penali di riscatto;
  • il peso reale della copertura caso morte, che decide anche se le tutele dell’art. 1923 reggono;
  • la coerenza della polizza con gli obiettivi e con il resto del patrimonio.

Il risultato non è un “compra” o “vendi”, ma un quadro dei costi e delle alternative che ti permette di decidere. Se vuoi farlo sui tuoi documenti, trovi come lavoriamo nella pagina sull’analisi del portafoglio.

Domande frequenti

Cosa sono le polizze unit linked in parole semplici?

Le polizze unit linked sono assicurazioni sulla vita del ramo III in cui il premio viene investito in fondi. Il loro valore sale e scende con quello dei fondi scelti, il capitale non è garantito e ai costi dei fondi si aggiungono quelli della compagnia. In caso di morte dell’assicurato i beneficiari ricevono il controvalore delle quote, a volte con una piccola maggiorazione.

Qual è il rischio principale di una polizza unit linked?

Il rischio principale di una polizza unit linked è il rischio di mercato: se i fondi collegati perdono valore, alla scadenza o al riscatto puoi ricevere meno dei premi versati. A questo si sommano i costi, che secondo la Banca d’Italia (QEF n. 907, febbraio 2025) superano quelli dei fondi comprati direttamente di 0,5-2,5 punti percentuali l’anno.

Una polizza unit linked è impignorabile?

Una polizza unit linked è impignorabile solo se è un vero contratto di assicurazione sulla vita, con un rischio demografico reale a carico della compagnia. La Cassazione (ordinanza n. 9418 del 9 aprile 2024) chiede al giudice di valutare il contenuto del contratto: se prevale la funzione di investimento, la tutela dell’art. 1923 del Codice civile non si applica.

Quanto costa riscattare una polizza unit linked?

Riscattare una polizza unit linked costa le eventuali penali previste dal contratto, di solito più alte nei primi anni e poi nulle, più il 26% di imposta sulla differenza tra la somma incassata e i premi versati (12,5% sulla quota in titoli di Stato). Le penali anno per anno sono indicate nel DIP aggiuntivo IBIP della polizza.

Che differenza c’è tra una unit linked e una polizza di ramo I?

La differenza tra una unit linked e una polizza di ramo I sta in chi sopporta il rischio. Nel ramo I il premio va in una gestione separata e la compagnia di solito garantisce il capitale o un rendimento minimo; nella unit linked il premio va in fondi e il rischio di mercato resta a te, senza garanzia sul capitale.

Ettore Bellò

Ettore Bellò

Ettore Bellò è consulente finanziario indipendente, iscritto all’Albo unico dei consulenti finanziari nella sezione dei consulenti finanziari autonomi (delibera OCF n. 1926), e amministratore di Vision SCF, società di consulenza finanziaria indipendente fee-only con sede a Vicenza. Aiuta famiglie e imprenditori a pianificare e investire il patrimonio con strumenti efficienti e senza conflitti di interesse.

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