Simulatore fondo pensione

Calcola quanto accumuli nel fondo pensione, quale rendita ti darà alla pensione e se basta a coprire il tuo gap previdenziale, cioè la distanza tra l’ultimo stipendio netto e la pensione pubblica.

Il simulatore stima il capitale del fondo pensione a fine carriera e la rendita che ne ricavi, al netto delle imposte e in euro di oggi. Se un dipendente di 25 anni con 26.000 € lordi l’anno destina al fondo TFR e contributi, a 67 anni accumula circa 206.000 € e riceve una rendita di circa 7.900 € netti l’anno. Il calcolo ipotizza un rendimento netto del 5% annuo. Senza aderire, il suo TFR in azienda ammonterebbe a circa 69.000 €.

Quanto accumuli con il fondo pensione

Inserisci i tuoi dati. I risultati si aggiornano mentre scrivi.

Lavori come:
Lo stipendio lordo di un anno, prima di contributi e imposte.
Facoltativo, oltre al contributo previsto dal contratto.
La percentuale fissata dal tuo contratto collettivo, trattenuta in busta paga.
L’azienda lo versa se aderisci al fondo previsto dal tuo contratto.
Rendimento netto medio degli ultimi 10 anni dei fondi negoziali (dati COVIP).
Tra parentesi il costo medio annuo su 10 anni (ISC, dati COVIP).

Ipotesi di calcolo

Serve a esprimere i risultati in euro di oggi, cioè con il potere d’acquisto attuale.
Con lo stesso valore dell’inflazione il tuo reddito resta uguale in euro di oggi.
Con 100% mantieni in pensione il reddito netto di fine carriera. Serve a calcolare il gap previdenziale.

Risultati della simulazione

Versato nel fondo al mesenel primo anno
Quanto versi tu al mese
netti, in euro di oggi
Pensione pubblica stimatanetti l’anno, in euro di oggi

Il tuo gap previdenziale

Il reddito che vuoi in pensione a confronto con quello che avrai, al netto delle imposte e in euro di oggi.

TFR in azienda o nel fondo pensione

Quanto incidono i costi del fondo

Come cresce il capitale, in euro di oggi

Capitale accumulato anno per anno, prima delle imposte che si pagano all’uscita. I valori netti sono nelle schede in alto. Tocca il grafico, o passaci sopra con il mouse, per leggere i valori di ogni anno. Le voci della legenda mostrano o nascondono le linee.

Tabella anno per anno
Anno Età Versato nell’anno Fondo pensione TFR in azienda

Esempio a scopo illustrativo: i rendimenti passati o ipotetici non sono garantiti. Rendimenti netti medi a 10 anni dei fondi negoziali (COVIP, dicembre 2025); costi ISC medi COVIP; risparmio IRPEF sugli scaglioni 2026; redditi e pensione pubblica netti con IRPEF e detrazioni 2026, senza addizionali regionali e comunali; pensione pubblica con i tassi di sostituzione lordi della Ragioneria Generale dello Stato (38 anni di contributi); rendita con le basi COVIP (tavola A62, tasso tecnico 0%, caricamento 1,25%). Le ipotesi sono spiegate sotto il simulatore.

Il tuo fondo pensione è impostato bene?

Linea, contributi e costi si scelgono una volta e incidono per decenni. In una consulenza di pianificazione li valutiamo con te, insieme alla pensione pubblica e agli altri obiettivi, senza prodotti da venderti.

Come calcola il simulatore. I versamenti affluiscono al fondo alla fine di ogni mese e aumentano ogni anno insieme alla retribuzione. Il rendimento della linea scelta matura mese per mese. Alla pensione il capitale diventa una rendita vitalizia, calcolata con le basi che la COVIP impone ai fondi per le stime. Capitale e rendita sono al netto di costi e imposte, e i valori in euro di oggi esprimono il potere d’acquisto attuale, al netto dell’inflazione ipotizzata.

 

Come funziona il simulatore e su quali ipotesi si basa

Il simulatore applica le regole fiscali del fondo pensione in vigore nel 2026 e i dati ufficiali della COVIP, l’autorità che vigila sui fondi pensione, e della Ragioneria Generale dello Stato. Le ipotesi principali sono queste:

  • Versamenti. La quota annua di TFR corrisponde al 6,91% della retribuzione lorda. Il contributo del lavoratore e quello del datore sono percentuali della retribuzione fissate dal contratto collettivo, e puoi modificarle. Per semplicità il simulatore le calcola su tutta la retribuzione lorda, mentre alcuni contratti le calcolano sui minimi contrattuali.
  • Rendimenti. Per ogni linea il simulatore adotta il rendimento netto medio annuo dei fondi negoziali nei 10 anni tra fine 2015 e fine 2025, pubblicato dalla COVIP a dicembre 2025. I valori sono 0,7% per la linea garantita, 2,6% per l’obbligazionaria mista, 2,7% per la bilanciata e 5% per l’azionaria. Il 5% rientra nell’intervallo tra il 4,8% e il 5,1% registrato dalle linee azionarie di tutti i tipi di fondo. La linea life-cycle trasferisce gradualmente il capitale dall’azionaria alla garantita negli ultimi 15 anni prima della pensione. Puoi anche inserire un rendimento personalizzato.
  • Costi. I rendimenti COVIP dei fondi negoziali sono già al netto dei loro costi. Per un fondo aperto o un PIP il simulatore sottrae al rendimento la differenza tra il rispettivo ISC medio a 10 anni e quello dei fondi negoziali.
  • Imposte. Il risparmio IRPEF si calcola con gli scaglioni 2026, senza detrazioni. Il capitale finale e la rendita sono al netto dell’imposta sulla prestazione, cioè sul capitale o sulla rendita che ricevi dal fondo. Il TFR in azienda è al netto della tassazione separata.
  • Rendita. Il simulatore trasforma il capitale in una rendita vitalizia con le basi che la COVIP impone ai fondi per le stime: tavola demografica A62 unica per uomini e donne, tasso tecnico dello 0% e caricamento dell’1,25%. Il coefficiente dipende dall’età di pensione e dall’anno di nascita.
  • Redditi netti. Per il gap previdenziale il simulatore calcola l’ultimo reddito netto e la pensione pubblica netta con l’IRPEF 2026, le detrazioni per lavoro e pensione e il taglio del cuneo fiscale dei dipendenti. Non considera le addizionali regionali e comunali, che riducono entrambi i redditi.
  • Inflazione e retribuzione. Il simulatore ipotizza un’inflazione del 2% e una retribuzione che cresce del 2% l’anno, quindi costante in euro di oggi. Puoi modificare entrambi i valori nelle ipotesi di calcolo del simulatore.
  • Pensione pubblica. La stima applica all’ultima retribuzione il tasso di sostituzione previsto dalla Ragioneria Generale dello Stato per l’anno della pensione, con 38 anni di contributi, e ne calcola il netto.

 

Un esempio con 25 anni e 26.000 € lordi l’anno

Con i valori predefiniti, il fondo pensione di un dipendente di 25 anni con 26.000 € lordi l’anno riceve 219 € al mese nel primo anno, tra TFR, contributo proprio e contributo del datore. La retribuzione netta del lavoratore diminuisce di circa 20 €. A 67 anni il capitale del fondo ammonta a circa 206.000 € di oggi, quasi tre volte il TFR lasciato in azienda, e diventa una rendita di circa 7.900 € netti l’anno.

L’esempio ipotizza il TFR nel fondo, un contributo del lavoratore dell’1,2% e del datore del 2%, un fondo negoziale con linea azionaria, un’inflazione del 2% e la pensione a 67 anni.

Risultato Valore
Versamento mensile nel fondo, primo anno 219 € (TFR 150 €, lavoratore 26 €, datore 43 €)
Versamento netto del lavoratore al mese, primo anno 20 €
Capitale a 67 anni, al netto dell’imposta del 9% 474.317 € nel 2068, pari a 206.472 € di oggi
TFR lasciato in azienda, al netto delle imposte 69.279 € di oggi
Stesso piano in un fondo aperto 166.304 € di oggi
Stesso piano in un PIP 137.437 € di oggi
Pensione pubblica stimata 58,5% dell’ultima retribuzione: 14.912 € lordi, 13.024 € netti l’anno di oggi
Rendita del fondo pensione, per tutta la vita 7.862 € netti l’anno di oggi
In alternativa, metà in capitale 103.236 € subito e 3.931 € l’anno di rendita
Gap previdenziale, con obiettivo il 100% dell’ultimo stipendio netto (21.178 €) 8.153 € l’anno, coperto al 96% dalla rendita: per coprirlo tutto servono 9 € al mese in più

Esempio a scopo illustrativo: i rendimenti passati o ipotetici non sono garantiti. Le sezioni seguenti spiegano da dove derivano questi numeri e come variano se modifichi le ipotesi.

 

Quanto versi davvero nel fondo pensione al mese?

Di tasca tua versi nel fondo pensione meno di quanto ti trattengono in busta paga, perché i tuoi contributi sono deducibili dal reddito e riducono l’IRPEF. Nell’esempio il lavoratore versa 26 € al mese di contributo proprio, recupera circa 6 € di IRPEF e quindi il suo versamento netto è di circa 20 €.

Il TFR e il contributo del datore non riducono la retribuzione netta. Il TFR matura comunque, e con l’adesione viene accantonato nel fondo invece che in azienda. Il contributo del datore spetta invece solo a chi aderisce al fondo previsto dal contratto collettivo, o a un fondo aperto convenzionato, e versa almeno il contributo minimo.

Dal 2026 i versamenti sono deducibili fino a 5.300 € l’anno, compreso il contributo del datore ed escluso il TFR (legge 199/2025, comma 201). Il risparmio dipende dall’aliquota marginale, cioè l’aliquota IRPEF che si applica all’ultima parte del reddito. Con un reddito imponibile tra 28.000 e 50.000 € l’aliquota marginale è del 33%, quindi ogni 100 € versati riducono il tuo reddito netto di 67 €.

 

Conviene lasciare il TFR in azienda o versarlo nel fondo pensione?

Con una linea bilanciata o azionaria il TFR versato nel fondo pensione cresce in genere più del TFR lasciato in azienda ed è tassato meno all’uscita. Con una linea garantita il solo TFR nel fondo può crescere meno di quello in azienda, e il contributo del datore riporta in vantaggio il fondo.

In azienda il TFR si rivaluta ogni anno dell’1,5% più il 75% dell’inflazione, con un’imposta sostitutiva del 17% sulla rivalutazione. I dati COVIP sui 10 anni tra fine 2015 e fine 2025 indicano una rivalutazione netta del TFR del 2,5% l’anno in media. Nello stesso periodo le linee azionarie dei fondi pensione hanno ottenuto un rendimento medio tra il 4,8% e il 5,1% l’anno.

All’uscita il TFR in azienda è soggetto alla tassazione separata, con un’aliquota media IRPEF mai inferiore al 23%. Nell’esempio l’aliquota è del 24,6%. Nel fondo pensione l’imposta sulla prestazione è del 15% e si riduce di 0,3 punti per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino al 9% dopo 35 anni (d.lgs. 252/2005, art. 11).

La tabella confronta le tre scelte dell’esempio con la linea azionaria e con la linea garantita.

Scelta (euro di oggi, al netto delle imposte) Linea azionaria Linea garantita
TFR lasciato in azienda 69.279 € 69.279 €
Solo TFR nel fondo pensione 141.120 € 53.181 €
TFR e contributi nel fondo pensione 206.472 € 77.809 €

Con la linea garantita, che secondo la COVIP ha ottenuto un rendimento medio dello 0,7% l’anno a 10 anni, il solo TFR nel fondo accumula circa 16.000 € in meno di quello lasciato in azienda. I contributi del lavoratore e del datore riportano il fondo in vantaggio.

Dal 1° luglio 2026 i dipendenti del settore privato alla prima assunzione aderiscono in automatico al fondo previsto dal loro contratto, con TFR e contributi (legge 199/2025, commi 204 e 205). Per rinunciare dispongono di 60 giorni. Per approfondire leggi le guide su TFR in azienda o nel fondo pensione e su come si calcola il TFR.

 

Quanto incidono i costi di fondi negoziali, fondi aperti e PIP

A parità di investimenti, costi più alti riducono il capitale finale. Nell’esempio, con lo stesso piano, il capitale ammonta a circa 206.000 € di oggi in un fondo negoziale, 166.000 € in un fondo aperto e 137.000 € in un PIP. Nel PIP il capitale è inferiore di circa 69.000 €.

I costi si confrontano con l’ISC, l’indicatore sintetico dei costi. L’ISC esprime il costo annuo in percentuale della posizione di un iscritto tipo, che versa 2.500 € l’anno con un rendimento ipotetico del 4%. Ogni fondo lo pubblica nella Nota informativa per 2, 5, 10 e 35 anni di partecipazione. Nella Relazione annuale per il 2025 la COVIP indica un ISC medio a 10 anni dello 0,47% nei fondi negoziali, dell’1,36% nei fondi aperti e del 2,17% nei PIP. La stessa Relazione stima che, in 35 anni, un costo annuo più basso di un punto percentuale produca una prestazione finale più alta del 18-20%.

Nei dati COVIP le linee azionarie di fondi aperti e PIP hanno ottenuto a 10 anni un rendimento del 5,1%, più dei fondi negoziali (4,8%). Il motivo è che investono in azioni una quota maggiore del patrimonio, in media il 93,1% nei PIP contro il 60,2% nei negoziali. Il simulatore confronta invece lo stesso investimento, per isolare l’effetto dei costi.

In Vision SCF, come consulenti fee-only, consigliamo di confrontare l’ISC a 10 anni prima di aderire e prima di trasferire una posizione. È indicato nella Nota informativa di ogni fondo e nel comparatore dei costi della COVIP.

 

Fondo pensione con la partita IVA e nel regime forfettario

Con la partita IVA il fondo pensione non riceve TFR né contributi di un datore. Il vantaggio deriva dalla deducibilità dei versamenti, fino a 5.300 € l’anno, e dall’imposta sulla prestazione, tra il 15% e il 9%.

Con un reddito imponibile di 40.000 € e 200 € al mese in un fondo aperto con linea azionaria, il risparmio IRPEF al 33% ammonta a circa 66 € al mese. Il costo netto è quindi di circa 134 €. Iniziando a 25 anni, a 67 il capitale netto ammonta a circa 152.000 € di oggi.

Nel regime forfettario i versamenti al fondo pensione non sono deducibili dal reddito forfettario, perché da quel reddito si deducono solo i contributi previdenziali obbligatori (legge 190/2014, art. 1, comma 64). Sono deducibili solo da altri redditi soggetti a IRPEF, se ne percepisci. In compenso la parte non dedotta non è tassata all’uscita (d.lgs. 252/2005, art. 8, comma 4, e art. 11, comma 6). Con l’opzione forfettario il simulatore azzera quindi il risparmio IRPEF e l’imposta sulla prestazione. Nell’esempio il costo netto è di 200 € al mese e il capitale ammonta a circa 158.000 € di oggi.

 

Quanto sarà la pensione pubblica?

La pensione pubblica di chi lascerà il lavoro nei prossimi decenni coprirà una quota più bassa dell’ultima retribuzione. Secondo la Ragioneria Generale dello Stato (Rapporto n. 27, luglio 2026), per un dipendente privato con 38 anni di contributi la pensione si riduce dal 73,6% dell’ultima retribuzione nel 2010 al 58,4% nel 2070. Per un lavoratore autonomo si riduce dal 72,1% al 46,8%.

Questa percentuale è il tasso di sostituzione, cioè il rapporto tra la prima pensione lorda e l’ultima retribuzione lorda. Il simulatore applica all’ultima retribuzione, in euro di oggi, il tasso previsto per il tuo anno di pensione, poi calcola il netto con l’IRPEF 2026 e la detrazione per i pensionati. Nell’esempio il tasso è del 58,5% e la pensione pubblica ammonta a circa 14.900 € lordi l’anno, 13.000 € netti.

Per una stima basata sui contributi che hai già versato consulta il servizio INPS “La mia pensione futura”.

 

Come si calcola la rendita del fondo pensione?

La rendita del fondo pensione si ottiene moltiplicando il capitale per un coefficiente di conversione, che dipende dall’età in cui vai in pensione e dalla speranza di vita della tua generazione. Per le stime la COVIP impone ai fondi la tavola demografica A62, unica per uomini e donne (60% uomini e 40% donne), un tasso tecnico dello 0% e un caricamento dell’1,25%.

Il coefficiente si applica a un’età corretta in base all’anno di nascita: chi è nato più tardi vivrà in media più a lungo e a parità di capitale riceve una rendita più bassa. Per un nato nel 2001 che va in pensione a 67 anni l’età corretta è 64 e il coefficiente è del 3,81%, quindi ogni 100.000 € di capitale producono circa 3.800 € l’anno per tutta la vita. Nell’esempio i 206.472 € di capitale diventano una rendita di 7.862 € netti l’anno.

Dividere lo stesso capitale in quote uguali per 20 anni darebbe circa 10.300 € l’anno, il 30% in più. Con le basi COVIP il capitale si distribuisce invece su circa 26 anni, perché la rendita continua per tutta la vita e le tavole dei fondi tengono conto dell’allungamento della vita nelle generazioni future. I coefficienti effettivi del tuo fondo sono nel Documento sulle rendite e possono differire da questi.

Alla pensione puoi ritirare in capitale fino al 50% della posizione e ricevere il resto come rendita (d.lgs. 252/2005, art. 11, comma 3). Puoi ritirare tutto in capitale se la rendita che otterresti convertendo il 70% della posizione è inferiore alla metà dell’assegno sociale, cioè a 3.550,56 € l’anno nel 2026, con l’assegno a 546,24 € al mese per 13 mensilità. Il simulatore mostra la rendita intera, la variante con metà capitale e, quando la rendita è sotto la soglia, la possibilità di ritirare tutto.

Il simulatore esprime la rendita in euro di oggi e non considera la rivalutazione annua che il fondo riconosce durante l’erogazione. Per i vantaggi fiscali e le linee di investimento leggi la guida sulla pensione integrativa.

 

Come si calcola il gap previdenziale?

Il gap previdenziale è la differenza tra il reddito che vuoi avere in pensione e la pensione pubblica che riceverai, entrambi al netto delle imposte. Il simulatore lo misura sull’ultimo stipendio netto stimato: con l’obiettivo predefinito del 100% calcola quanto ti manca per mantenere lo stesso reddito, e puoi abbassarlo nelle ipotesi di calcolo.

Nell’esempio l’ultimo stipendio netto è di circa 21.200 € l’anno e la pensione pubblica netta di circa 13.000 €, quindi il gap è di 8.153 €. La rendita del fondo, 7.862 €, ne copre il 96%. Per coprirlo tutto bastano altri 9 € al mese di versamento volontario, e dopo il risparmio IRPEF lo stipendio netto scende di circa 7 €.

Quando la rendita non basta, il simulatore calcola il versamento mensile in più che serve e di quanto scende il tuo netto. Il calcolo rifà l’intera simulazione, quindi tiene conto del tetto di deducibilità di 5.300 € e dell’imposta all’uscita. Con il pulsante sotto il risultato puoi aggiungere quel versamento ai tuoi dati e vedere il nuovo esito.

Il gap pesa di più con la partita IVA, perché il tasso di sostituzione degli autonomi è più basso. Con 45 anni, 40.000 € di reddito imponibile e 200 € al mese in un fondo aperto con linea azionaria, la rendita copre il 17% di un gap di circa 13.600 € l’anno. Per coprirlo servirebbero altri 877 € al mese, e dopo il risparmio IRPEF il reddito netto scenderebbe di circa 797 €.

 

Domande frequenti sul fondo pensione

Conviene il fondo pensione rispetto al TFR in azienda?

Il fondo pensione conviene rispetto al TFR in azienda soprattutto se ricevi il contributo del datore e scegli una linea adatta a un orizzonte lungo. Secondo la COVIP, nei 10 anni tra fine 2015 e fine 2025 le linee azionarie hanno ottenuto un rendimento medio tra il 4,8% e il 5,1% l’anno, contro il 2,5% del TFR. All’uscita il fondo è tassato tra il 15% e il 9%, mentre al TFR in azienda si applica un’aliquota media IRPEF non inferiore al 23%.

Quanto si risparmia di tasse con il fondo pensione?

Con il fondo pensione risparmi IRPEF sui tuoi versamenti, deducibili dal 2026 fino a 5.300 € l’anno, compreso il contributo del datore. Il risparmio dipende dallo scaglione. Ogni 1.000 € versati riducono l’imposta di 230 € con un reddito imponibile fino a 28.000 €, di 330 € tra 28.000 e 50.000 € e di 430 € oltre. Il TFR versato nel fondo non è deducibile, ma all’uscita è tassato tra il 15% e il 9%.

Quanto conviene versare nel fondo pensione?

Per un dipendente il primo riferimento è il contributo minimo previsto dal contratto collettivo, che dà diritto anche al contributo del datore. Per capire se basta si confronta la rendita stimata del fondo con il gap previdenziale, cioè la differenza tra l’ultimo stipendio netto e la pensione pubblica netta. Se la rendita non lo copre si può aggiungere un versamento volontario, deducibile fino a 5.300 € l’anno compreso il contributo del datore. Il capitale resta vincolato fino alla pensione, salvo le anticipazioni previste dalla legge.

Quanto rende un fondo pensione?

Il rendimento di un fondo pensione dipende soprattutto dalla linea di investimento. Secondo la COVIP, nei 10 anni tra fine 2015 e fine 2025 le linee azionarie hanno ottenuto un rendimento medio tra il 4,8% e il 5,1% l’anno e le bilanciate tra l’1,9% e il 2,9%. Le linee garantite dei fondi negoziali hanno ottenuto lo 0,7%. I rendimenti sono al netto di costi e imposte, e nello stesso periodo il TFR in azienda si è rivalutato del 2,5% l’anno.

Si possono ritirare i soldi dal fondo pensione prima della pensione?

Sì, il fondo pensione prevede anticipazioni prima della pensione (d.lgs. 252/2005, art. 11). Puoi richiedere fino al 75% in qualsiasi momento per spese sanitarie dovute a situazioni gravissime. Dopo 8 anni puoi richiedere fino al 75% per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa e fino al 30% per altre esigenze. Le anticipazioni per spese sanitarie sono tassate tra il 15% e il 9%, le altre al 23%.

 

Fonti dei dati, aggiornate a ottobre 2026.

 

Vuoi capire quanto versare e quale linea scegliere nel tuo caso?

Con la pianificazione finanziaria valutiamo il fondo pensione insieme agli altri obiettivi, alla liquidità e agli investimenti. Vision SCF è una società di consulenza finanziaria indipendente iscritta all’albo OCF (delibera n. 1925) e lavora con il modello fee-only: riceve compensi solo dai clienti che segue, con una parcella trasparente, e mai da banche, compagnie o venditori di prodotti.