Calcolo dei buoni fruttiferi postali

Calcola il valore netto di un buono fruttifero postale a qualsiasi data, anche per le vecchie serie in lire, e confronta i buoni in emissione sulla stessa cifra.

Il valore di rimborso di un buono fruttifero postale si ottiene moltiplicando l’importo sottoscritto per il coefficiente della sua serie, che dipende dagli anni e dai bimestri trascorsi. Dagli interessi si sottrae la ritenuta del 12,50% e, se i buoni posseduti superano 5.000 € di valore, l’imposta di bollo dello 0,20% annuo.

Calcolatore dei buoni fruttiferi postali

Scegli il buono, inserisci importo e date: il risultato si aggiorna mentre scrivi. Il calcolo usa i coefficienti dei fogli informativi di ogni serie, anche delle serie in lire.

Per i buoni cartacei in lire scegli la lettera della serie stampata sul titolo.
Il valore nominale del buono.
Determina la serie e i rendimenti applicati.
Oggi, una data futura o la scadenza.
Il valore degli altri buoni intestati a te: oltre 5.000 € in tutto si paga l’imposta di bollo. Lascia 0 se non ne hai.
Ipotesi di calcolo

Ipotesi media annua per il confronto, con scenari di 2 punti in meno e in più.
Per esempio il TER di un portafoglio di ETF.
Per gli anni passati si usano i coefficienti ISTAT.

Come funziona il calcolo. Per le serie in euro il calcolatore applica i coefficienti dei fogli informativi di Poste Italiane e Cassa Depositi e Prestiti. Per le serie in lire applica le regole dei decreti di emissione. Mostra il valore netto a una data qualsiasi, il potere d’acquisto con i coefficienti ISTAT e, per un buono nuovo, il confronto con gli altri buoni in emissione e con un portafoglio. Vision SCF è una società di consulenza finanziaria indipendente iscritta all’albo OCF (delibera n. 1925) e lavora con il modello fee-only: riceve compensi solo dai clienti che segue, con una parcella trasparente, e mai da banche, compagnie o venditori di prodotti.

 

Come si calcola il valore di un buono fruttifero postale

Ogni serie di buoni ha un foglio informativo con la tabella dei coefficienti di rimborso. Gli interessi maturano ogni bimestre in capitalizzazione semplice e si capitalizzano alla fine di ogni anno. Il valore lordo è pari all’importo sottoscritto moltiplicato per il coefficiente corrispondente al periodo di possesso.

Il valore netto si ottiene sottraendo la ritenuta del 12,50% sugli interessi e l’eventuale imposta di bollo. Per il Buono ordinario della serie TF120A250624 il rimborso prima di 12 mesi è pari al solo capitale sottoscritto. La tabella riporta il valore di un buono da 10.000 € in base agli anni di possesso.

Anni di possesso Valore lordo Ritenuta 12,50% Valore netto senza bollo
1 10.075,00 € 9,38 € 10.065,63 €
5 10.457,94 € 57,24 € 10.400,70 €
10 11.574,51 € 196,81 € 11.377,69 €
15 13.404,43 € 425,55 € 12.978,87 €
20 16.386,19 € 798,27 € 15.587,92 €

I valori si riferiscono a un Buono ordinario da 10.000 € della serie TF120A250624, senza imposta di bollo. La sezione che segue spiega quando il bollo si applica.

A 20 anni il valore netto calcolato coincide con quello del simulatore di Poste Italiane, 15.587,92 €. Poste non sottrae l’imposta di bollo, che con un valore complessivo dei buoni superiore a 5.000 € riduce il netto di circa 486 € in 20 anni. Il rendimento netto annuo si riduce così dal 2,24% al 2,08%.

 

Imposta di bollo sui buoni fruttiferi postali

I buoni fruttiferi postali sono soggetti all’imposta di bollo sui prodotti finanziari, pari allo 0,20% annuo del valore di rimborso. Sono esenti i buoni il cui valore di rimborso complessivo non supera 5.000 € (articolo 13, comma 2-ter e nota 3-ter, della Tariffa allegata al d.P.R. 642/1972). Se l’imposta riduce il valore netto di un rimborso anticipato sotto il capitale sottoscritto, Poste restituisce l’importo eccedente.

La soglia riguarda tutti i buoni intestati alla stessa persona. Per questo il calcolatore chiede anche il valore degli altri buoni che possiedi. Il calcolo del bollo è una stima annua sul valore di fine anno.

 

Rimborso anticipato e buoni scaduti

Puoi chiedere il rimborso di un buono in qualsiasi momento, totale o parziale. Prima del termine minimo indicato nel foglio informativo della serie, spesso 12 mesi, il buono restituisce solo il capitale. Dopo, il rimborso comprende gli interessi maturati fino all’ultimo bimestre compiuto. I tassi crescono con gli anni di possesso, quindi un rimborso anticipato ottiene un rendimento inferiore a quello a scadenza.

Dopo la scadenza il buono non matura più interessi. Il diritto al rimborso del capitale e degli interessi si prescrive dieci anni dopo la scadenza. Il calcolatore segnala entrambe le date.

 

Buoni postali in lire: come calcolare il valore

I buoni fruttiferi postali in lire sono stati emessi fino al 27 dicembre 2000, in serie ordinarie identificate da una lettera (dalla I alla Z) e in serie a termine (dalla AA alla CE). La lettera della serie è stampata sul titolo. I tassi di ogni serie sono fissati dal decreto ministeriale di emissione, pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Nelle serie ordinarie gli interessi si capitalizzano ogni anno per i primi 20 anni. Dal 21° anno maturano interessi semplici per bimestri, fino al 31 dicembre del 30° anno solare successivo all’emissione. Alcuni decreti hanno modificato i tassi anche dei buoni già emessi. Il D.M. del 13 giugno 1986, per esempio, ha applicato gli indici della serie Q alle serie precedenti. Per questo il valore può differire dalla tabella stampata sul retro del buono.

Il rimborso avviene in euro, dividendo il valore in lire per 1.936,27. Sugli interessi si applica la ritenuta in base alla data di emissione:

  • buoni emessi fino al 20 settembre 1986: esenti;
  • dal 21 settembre 1986 al 31 agosto 1987: ritenuta del 6,25%;
  • dal 1° settembre 1987: ritenuta del 12,50%.

Un buono della serie Q da 500.000 lire sottoscritto il 1° luglio 1986 ha raggiunto al 31 dicembre 2016, alla fine del 30° anno, un valore di circa 3.830 €. Il calcolatore restituisce 3.830,59 €, la tabella del decreto pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 148 del 1986 3.830,57 €.

Dopo la fine della fruttuosità il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni. Secondo l’avviso di Poste Italiane del marzo 2026, i buoni della serie P emessi tra gennaio e giugno 1986 e quelli della serie Q emessi tra luglio e dicembre 1986 si prescrivono il 31 dicembre 2026. Il calcolatore segnala la data di prescrizione di ogni buono.

 

Quale buono postale conviene: il confronto tra i buoni in emissione

Per un buono sottoscritto oggi la scheda “Confronto” del calcolatore mette a fianco i buoni in emissione con la stessa cifra e la stessa data di sottoscrizione: durata, valore netto a scadenza, rendimento netto annuo e valore netto alla data di rimborso che hai scelto. Il rendimento netto annuo, calcolato dopo la ritenuta e l’imposta di bollo, permette di confrontare buoni di durata diversa.

Per 10.000 € sottoscritti il 30 ottobre 2026 e tenuti fino alla scadenza, il rendimento netto annuo va dall’1,12% del Buono 4 anni risparmiosemplice al 3,15% del Buono Rinnova Prima 3×4 Premio; il Buono ordinario a 20 anni rende il 2,08%. Alcuni buoni hanno però requisiti di sottoscrizione, indicati nei fogli informativi delle serie:

  • Buono Premium: solo con nuova liquidità versata su un libretto di risparmio postale o su un conto BancoPosta;
  • Buono 4 anni risparmiosemplice: solo all’interno del piano di risparmio risparmiosemplice;
  • Buono Soluzione Eredità: solo con le somme ricevute da una successione, entro 90 giorni dalla liquidazione;
  • Buono Rinnova Prima 3×4 Premio: solo per chi possiede buoni idonei al rinnovo.

Il Buono 4 anni Plus non riconosce interessi se lo rimborsi prima del quarto anno: l’ultima colonna della tabella mostra quanto incasseresti alla data che hai scelto.

Nella stessa scheda il calcolatore mostra un portafoglio sulla stessa cifra e sulla stessa durata, con il rendimento medio annuo indicato nelle ipotesi di calcolo, uno scenario più basso e uno più alto di 2 punti, costi annui, imposta del 26% sulla plusvalenza e imposta di bollo dello 0,20% annuo. I buoni postali sono garantiti dallo Stato e non perdono valore nominale, mentre un portafoglio può perdere valore. Il confronto non indica quale prodotto scegliere. Per un’analisi della tua liquidità e dei tuoi investimenti puoi chiedere un’analisi del portafoglio.

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Quali buoni copre il calcolatore

Il calcolatore copre 628 serie in euro emesse dal 2001 a oggi e 30 serie in lire, ordinarie e a termine. Per ora non comprende i buoni indicizzati all’inflazione o all’Euro Stoxx 50, il Buono a cedola e i buoni con durata legata all’età, come il Buono dedicato ai minori. Per i buoni con premio il calcolo mostra il valore minimo garantito, senza il premio.

 

Fonti dei dati

I valori calcolati sono indicativi. Il rimborso effettivo è quello liquidato da Poste Italiane.

 

Domande frequenti

Che percentuale hanno i buoni fruttiferi postali?

Il rendimento dipende dalla serie e dagli anni di possesso, perché i tassi crescono nel tempo. Il Buono ordinario della serie TF120A250624, per esempio, ha un rendimento effettivo annuo lordo dello 0,75% nei primi quattro anni, che aumenta fino al 2,50% a 20 anni. Sugli interessi si applica la ritenuta del 12,50%.

Come si calcola l’imposta di bollo sui buoni fruttiferi postali?

L’imposta di bollo è pari allo 0,20% annuo del valore di rimborso dei buoni. Sono esenti i buoni il cui valore di rimborso complessivo non supera 5.000 €. Se il bollo riduce il netto di un rimborso anticipato sotto il capitale sottoscritto, Poste Italiane restituisce l’importo eccedente.

Come si calcola il valore di un buono postale 3×4?

Il valore si calcola con i coefficienti di rimborso del foglio informativo della serie, che dipendono dagli anni e dai bimestri di possesso. Nel calcolatore scegli il tipo di buono, l’importo e la data di sottoscrizione. La serie si ricava dalla data e il risultato riporta il valore lordo, la ritenuta del 12,50% e l’eventuale bollo.

Quanto vale un buono postale di 500 mila lire dopo 30 anni?

Dipende dalla serie stampata sul buono e dalla data di emissione. Un buono della serie Q da 500.000 lire emesso il 1° luglio 1986 ha raggiunto un valore di circa 3.830 € al 31 dicembre 2016, alla fine del 30° anno, secondo la tabella del decreto di emissione. Dopo quella data non matura interessi e il rimborso si deve chiedere entro dieci anni.

Quale buono postale conviene?

Dipende da quanto a lungo puoi tenere il buono e dai requisiti di sottoscrizione. Per 10.000 € sottoscritti il 30 ottobre 2026 e tenuti fino alla scadenza, il rendimento netto annuo dei buoni in emissione va dall’1,12% del Buono 4 anni risparmiosemplice al 3,15% del Buono Rinnova Prima 3×4 Premio, riservato a chi rinnova buoni idonei; il Buono ordinario a 20 anni rende il 2,08%. La scheda “Confronto” del calcolatore li mette a fianco sulla tua cifra e sulle tue date.

Cosa succede se un buono fruttifero postale è scaduto?

Dopo la scadenza il buono non matura più interessi. Il diritto al rimborso del capitale e degli interessi si prescrive dieci anni dopo la scadenza. Trascorso questo termine il buono non è più rimborsabile.